SEMPRE MENO ISOLANI, SEMPRE PIÙ ISOLATI

SEMPRE MENO ISOLANI, SEMPRE PIÙ ISOLATI

Fateci caso, più andiamo avanti e più arretra il senso di appartenenza all’isola e si rimane abbarbicati al proprio campanile e alla propria cerchia di interessi corporativi.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali e d’intenti dei Sindaci dei Comuni isolani, che vorrebbero accreditare all’esterno l’immagine di un’isola unita, nella realtà ognuno dei 6 Comuni agisce per conto suo, come se i destini di ciascuno non dipendesse anche da quello degli altri. Per di più, all’interno di ogni singolo Comune, si formano tante camarille che contribuiscono all’atomizzazione ulteriore della realtà sociale ed economica dell’isola d’Ischia. Esistono rapporti, per lo più perversi, tra questo e quel Comune, tra questo e quel amministratore e non con altri, dettati non da visioni comuni ma unicamente da comuni reti familiari, amicali, elettorali, in un incrocio relazionale che sfugge alla comprensione del cittadino libero da tutele e legami. Quegli intrecci perversi, quelle camarille determinano, in molti casi, la politica ischitana. Molti opportunisti e carrieristi s’infilano in questi canali preferenziali e agiscono come esponenti di lobby e gruppi di potere.

Ed è così che si spiegano molti successi elettorali, alcuni exploit per numero di preferenze. E’ vero anche che esistono accenni di unità in controtendenza, ma questo avviene più nella società civile e degli operatori economici che nelle istituzioni pubbliche amministrative. Facci l’esempio dell’AICOM AICAST, presieduta da Marco Laraspata, che è un tentativo importante di assemblare categorie e interessi economici diversi ma interdipendenti; faccio l’esempio delle Associazioni ambientaliste impegnate nell’isola che, recentemente, hanno deciso di agire collettivamente, sotto la forma di Fronte Unito, anche se permane – al loro interno – l’antico vizio di fare l’esame del sangue dei singoli aderenti, alla ricerca di un’ipotetica purezza morale (Diceva bene il leader socialista Pietro Nenni: se vai alla ricerca di chi è più puro, prima o poi trovi qualcuno che ti epura). Comunque, nella società civile qualcosa si muove in direzione dell’unità isolana, mentre nell’ambito istituzionale si continuano a vedere egoismi campanilistici. Lo si è visto nell’organizzazione degli eventi natalizi, dove abbiamo assistito a “e “rincorse” a chi fosse più bravo.

Lo si è visto a proposito dei Distretti commerciali, dove Forio è partita per primo, istituendo un DUC (Distretto Unico), non preoccupandosi minimamente di aggregare in un DDC (Distretto Diffuso) qualcuno dei Comuni (come Serrara, Lacco, Casamicciola) che da soli non hanno alcuna possibilità di costituire un Distretto. Ora si muove, a ruota, il Comune d’Ischia che, speriamo, ponga rimedio alla scelta solitaria di Forio, aggregando perlomeno i Comuni costieri di Casamicciola e Lacco Ameno, se non tutti gli altri Comuni. L’ipotesi di un DDC allargato (Ischia, Casamicciola, Lacco, Serrara e Barano) suonerebbe alquanto strano e quasi in contrapposizione al DUC di Forio.

Vedrei meglio un ripescaggio, in quel di Forio, di Serrara e Barano, con la trasformazione del DUC in DDC. In tal modo si avrebbero sull’isola solo due DDC: Ischia, Casamicciola, Lacco da un lato e Forio, Serrara, Barano da un altro (la legge non consente a Comuni delle dimensioni di Ischia e Forio di aggregarsi in un unico DDC.) In verità, una proposta molto interessante, nell’ambito delle istituzioni di rilevanza pubblica, è quella partita dalla PRO LOCO Isolaverde di Ischia, il cui Presidente Gianni Mattera suggerisce di sottoscrivere un Protocollo d’intesa tra tutte le Pro Loco isolane e di sottoporre questo protocollo unitario all’approvazione di tutti i Comuni. In tal modo le Pro Loco assumerebbero una funzione di collante che, almeno sotto il profilo turistico, sortirebbe un’azione comune.

Altre soluzioni, come l’ipotesi, pure ventilata da qualcuno, di costituire un Consorzio tra le Pro Loco, appaiono più macchinose e introduttive di inutili sovrastrutture istituzionali ed evidenzierebbero la volontà di qualcuno di voler egemonizzare le Pro Loco. Ma, alla fine di questi ragionamenti, come non parlare di un’Associazione per il Comune Unico (ACUII), meritevole nel passato e presieduta, negli anni di fondazione, da persone competenti e dedite al bene collettivo, ma oggi ridotta ad un fantasma di cui davvero non esiste più traccia.

Eppure, l’obiettivo concreto di questa Associazione potrebbe e dovrebbe non limitarsi a perseguire la fusione dei Comuni in un Comune Unico; qualsiasi obiettivo concreto di concertazione tra i Comuni costituirebbe già un positivo passo avanti sulla via della semplificazione amministrativa ma, in questa direzione, non c’è segno di vita. Non si offendano pertanto i membri del direttivo di questo organismo se scrivo che l’ultima elezione del direttivo fu il risultato di uno scontro politico, di un assalto alla carovana (che tra l’altro non custodiva alcun bene da spartire) che, al di là di qualche aggiustamento formale di Statuto e Regolamento, non ha dato alcun frutto.

La parentesi più grave è stata quella del silenzio totale rispetto alla assurda reintroduzione del quorum, nel Referendum popolare, del 50% più uno, con la Legge Regionale n.1 del 20/2/2023, che modifica nuovamente l’art.29 della L.R. n.25 del 30/4/75 art.1 comma 3. Il ripristino del quorum è stato approvato su proposta del consigliere Tommaso Pellegrino di Italia Viva. Un silenzio vergognoso, che avrebbe dovuto suggerire le immediate dimissioni dell’intero direttivo. Ma si sa, salvando la faccia di qualcuno che pure aveva tentato di dare una scossa, in quel direttivo c’è perfino chi al Comune Unico non ha mai creduto, che lo ha pubblicamente avversato e, ancora oggi, ritiene la “competizione tra Comuni” feconda più della concordia e dell’unione d’intenti.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.