AMMINISTRATORI PUBBLICI O CACCIATORI?

AMMINISTRATORI PUBBLICI O CACCIATORI?

Giovedì 6 giugno, in un’intervista rilasciata al Dispari, in un passaggio dedicato al Parco dell’Epomeo, Salvatore Serpico, consigliere comunale di Forio, ha espresso la sua opinione, condivisa con i consiglieri Tilde Trofa e Dario Iacono del Comune di Serrara, di contrarietà alla proposta, ritenendo ingiusto che i Parchi non diano delle deroghe a cacciatori, cercatori di funghi e, lui dice addirittura ad agricoltori e lavoratori della terra (che è una grossolanità). Sostiene che hanno dichiarato disponibilità a incontri e al confronto a patto che preliminarmente i sostenitori del Parco rispondano alla domanda “Perché i parchi non dispongono deroghe ai divieti e alle limitazioni alla caccia e ai cercatori di funghi? “. Allora, ribadisco qui cose già dette da CO.RI.VERDE su giornali e TV locali dal suo Presidente (Gianni Mattera Adelante), dal Direttore Tecnico arch. Salvatore Cenatiempo, da me segretario del Comitato e da vari altri esponenti: i limiti alla caccia e alla raccolta dei funghi, per Ischia, esistono già (soprattutto con i SIC), non sarà il Parco a crearli o ampliarli. Un Ente Parco, però, che vedrebbe la partecipazione degli Enti locali e rappresentanti delle categorie, tra cui certamente gli agricoltori, ma non escluso la possibilità di Associazioni venatorie, potrebbe gestire con maggiore equilibrio la disciplina delle normative in vigore. C’è di più, la responsabilità della gestione dei SIC (Siti di Interesse Comunitario), istituendo un Parco Regionale Protetto, la Regione Campania delegherebbe la gestione all’Ente Parco. E l’Ente Parco potrebbe meglio rispondere alla complessità delle esigenze territoriali.

Se ne deve dedurre che, come succede in tanti altri settori della vita isolana (per esempio l’edilizia) anche per i SIC le norme ci sono ma si fa finta che non esistano e si violano senza tema, in considerazione che i SIC sono un’emanazione sovranazionale con gestione regionale, realtà considerate lontane e incapaci di intervenire con sanzioni. Questo è il dato di fatto: una finzione e una ipocrisia. Secondo argomento: nel proporre l’istituzione del Parco dell’Epomeo, CO.RI.VERDE, senza presunzione di primogenitura e dunque con la condivisione di tante altre Associazioni e cittadini, ritiene che il confronto principale, decisivo, è con le Amministrazioni Comunali dell’isola, perché solo esse rappresentano la totalità della cittadinanza.

Vanno bene gli incontri con le singole categorie e anche con i cacciatori, ma sono in gioco non gli interessi di una o più categorie, bensì gli interessi collettivi. E chi, se non i Comuni devono fare in modo di conciliare la molteplicità di interessi categoriali per arrivare all’unicità del bene collettivo?

E, purtroppo, i Sindaci, a cui CO.RI.VERDE ha più volte e in vari modi chiesto appuntamento per un confronto, non hanno dato alcun riscontro. In compenso mandano in avanscoperta drappelli di consiglieri legati a specifici interessi di categoria. E’ un atto di viltà amministrativa, per lasciare che le cose vadano avanti per inerzia, senza governare il paese verso un modello virtuoso che tenga conto di un essenziale equilibrio Uomo-Natura e senza capire che è impossibile parlare di sicurezza del territorio se non si cura la montagna, da cui si dipartono i principali problemi di assetto idrogeologico.

Dunque, chi è che sfugge al confronto? I cittadini attivi e le Associazioni come CO.RI.VERDE che si presuppongono di rigenerare il territorio o gli Enti Locali? E i consiglieri Serpico, Trofa e Iacono parlano a titolo personale, come difensori di una categoria o in qualità di consiglieri comunali a nome   dei Sindaci? Siamo noi, pertanto, che attendiamo risposte, non le rappresentanze venatorie o i difensori di un’edilizia illegale e che, per giunta, si arrampica fino alla vetta dell’ultimo baluardo di bellezza ed equilibrio naturale, che è l’Epomeo. Una chiosa finale: Serpico dice che le Associazioni come CO.RI.VERDE non avrebbero spiegato le loro ragioni. Evidentemente Serpico non legge i giornali e non guarda le TV locali. Se non quando intervengono o vengono intervistati i cacciatori.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.