ISCHIA, LIDO DEI FIORI. “SUA FIGLIA DISABILE DA FASTIDIO AI CLIENTI, LA SPOSTIAMO IN NONA FILA”

ISCHIA, LIDO DEI FIORI. “SUA FIGLIA DISABILE DA FASTIDIO AI CLIENTI, LA SPOSTIAMO IN NONA FILA”

Questa che vi raccontiamo è una storia che ha dell’incredibile e una mortificazione per chi ce l’ha raccontata. Ci troviamo a Ischia, una signora con sua figlia diversamente abile di Napoli, da dieci anni trascorre le sue vacanze sull’isola. A fine luglio noleggia un ombrellone con sedie in prossimità della passerella, in seconda fila, presso il Lido dei Fiori pagando anticipatamente. Il 2 agosto la signora scende in spiaggia con la figlia sulla sedia a rotelle, si posiziona sotto all’ombrellone e sin da subito nota degli strani atteggiamenti da parte dei vicini della prima fila.

Il giorno dopo si reca verso l’ombrellone che aveva pagato, quando ad un certo punto viene fermata dal titolare, “Signora ci dispiace ma dobbiamo spostarla in nona fila perché agli altri clienti dà fastidio la presenza di sua figlia e soprattutto dà fastidio che lei rida sempre”. La signora Musella, visibilmente offesa dice al titolare che sua figlia non deambula e di conseguenza deve stare il più vicino possibile alla battigia. Il titolare non vuole saperne nulla, la ragazza disabile non può stare là. “O vi mettete in nona fila – le dice- o ve ne andate”.

LA “RICEVUTA” DEL PAGAMENTO ANTICIPATO

Sconfortata da queste affermazioni non poco scortesi, la signora si sposta in nona fila. Arrivata sotto al “nuovo” ombrellone si evidenzia il problema su come trasportare la ragazza fino alla battigia. Chiede al bagnino se erano in possesso di una sedia job il quale le risponde che purtroppo la spiaggia non è attrezzata per i portatori di handicap e che non c’è la possibilità di portarla in riva al mare. Il giorno successivo la mamma della ragazza avanza una richiesta per una sedia job alla spiaggia libera che ne possiede due e, senza problemi, i titolari gliela prestano.

LA “RICEVUTA” DEL PAGAMENTO ANTICIPATO

Così ogni mattina per del mese di agosto il bagnino ha aiutato la signora a trasportare la figlia disabile in riva al mare per consentirle di fare il bagno. La storia non finisce qui, la signora chiede la restituzione di parte della cifra già elargita in anticipo perché, ovviamente, il costo della nona fila non può essere uguale a quella della seconda fila. Non ci sono ragioni, il titolare non vuole restituire i soldi. CHE VERGOGNA.

IL LUNGO TRAGITTO PER ARRIVARE AL MARE

Nei giorni successivi la signora Musella chiede agli altri lidi di Ischia la possibilità di poter prenotare per il prossimo anno un ombrellone in seconda fila con un disabile, la risposta di quelli contattati è stata la stessa, ossia che nessuno è attrezzato per permettere a persone con difficoltà motorie di usufruire delle spiagge.

IL NUMERO 9 CHE INDICA LA FILA

La mamma della ragazza ci ha chiamati in lacrime, disperata per tutto quello che ha dovuto subire in questo mese di vacanza, per l’umiliazione di essere spostati più lontano dai “signori” delle prime due file e soprattutto per non essere riuscita a far trascorrere a sua figlia una vacanza tranquilla. “Appena rientriamo a Napoli sporgerò regolare denuncia e telefonerò al dottor Francesco Emilio Borrelli, perché è inammissibile che i disabili non abbiano nessun diritto sull’isola d’Ischia”. La donna ci ha anche raccontato che la sua padrona di casa, saputo quanto accaduto, le ha consentito di usufruire della casa una settimana in più, come “risarcimento” per tutto ciò che ha dovuto subire.

IL PERCORSO DA FARSI OGNI VOLTA CHE VOLEVA SCENDERE A MARE

Chiaramente questa storia non finirà qui, chiederemo al sindaco Enzo Ferrandino se non ci siano gli estremi per una sanzione ovvero la sospensione della concessione al “Lido dei Fiori” e soprattutto obbligare a tutti gli altri lidi di attrezzarsi per accogliere i diversamente abili che in quanto perdine deboli hanno più diritti delle persone normodotate. Le aziende che hanno barriere architettoniche devono adeguarsi, in caso contrario magari essere chiuse.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società