INTERVISTA ESCLUSIVA A GINO CECCHETTINAL PREMIO ARTIS SUAVITAS
Sul palco del Premio Artis Suavitas un emozionato Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, che ha ritirato l’Albero della Vita nel magnifico scenario di Paestum ove lo stesso ha ribadito lo stupendo rapporto con gli studenti. “Da un anno incontro gli studenti delle scuole e loro hanno il desiderio di essere visti, di essere ascoltati e di trovare in qualche modo la loro posizione nel mondo. E su una domanda ti interessa qualcosa di noi noi dovremmo dare delle risposte conformando il futuro più per loro che per noi e cercare degli esempi edificanti facendo capire l’amore vero e non violento.
Lo abbiamo raggiunto ai nostri microfoni per una chiacchierata:
Nel secolo in cui viviamo che condiziona tutto ciò che pensiamo, diciamo e sentiamo, lei ha avuto il coraggio di mettere in piedi la Fondazione Giulia Cecchettin nel 2024. Non per la sua carriera mediatica come pensano molti ma per tenere il ricordo di Giulia e per un richiamo collettivo per la proiezione del benessere della società?
Si esatto ho cercato di far rivivere Giulia perchè è il mio modo di continuare a vivere con Giulia ma allo stesso tempo vorrei cercare di far qualcosa per le donne vittime di violenza e cercando di portare in tutti un messaggio di altruismo e di empatia verso il prossimo.
Non è stato facile scrivere per te un libro “Cara Giulia” ma grazie ad amici e parenti sei riuscito a farlo anche come esercizio del dolore. Questo libro vuole essere un ponte per i giovani per un nuovo dialogo e per una nuova speranza…
Esatto un libro è sempre difficile da scrivere e scriverlo dopo la morte di una figlia lo è ancora di più però mi ha dato l’opportunità di ricordarla in tanti momenti di vita. E’ stata l’unione di tante motivazioni facendo un regalo a una ragazza speciale come Giulia e poi di far crescere una fondazione con il suo nome.
Molto spesso pensi che Giulia possa essere uccisa due volte a causa della violenza istituzionale e della rivittimizzazione?
Questa paura non c’è l’ho perchè io sono andato oltre, so che Giulia non tornerà in vita e qualunque decisione giudiziaria non deve condizionare la mia vita. Ecco questo forse mi ha permesso di andare avanti… Giulia l’ho vissuta per 22 anni e vorrei averla avuta con me fino alla fine dei miei giorni e ora devo dare un significato alla vita che Giulia non ha più.

