MA I NUOVI ELETTI ALLA REGIONE SONO VERAMENTE I MIGLIORI?

MA I NUOVI ELETTI ALLA REGIONE SONO VERAMENTE I MIGLIORI?

A caldo mi è capitato di dover commentare, dagli studi di una televisione locale, i risultati delle elezioni regionali campane. E il mio giudizio immediato è stato sostanzialmente positivo, dal punto di vista personale di socialista riformista. La vittoria del centro sinistra e l’ottimo risultato della lista Avanti – PSI mi soddisfaceva. Dopo alcune ore, entrando nel merito dei dettagli delle preferenze e dei consiglieri eletti (18 conferme e 32 new entry) devo in parte correggere quella prima impressione. Sia nell’ambito del centro destra che del centro sinistra si evidenzia come siano risultati eletti molti consiglieri il cui merito è principalmente quello di essere figlio/a di, fratello/sorella di, moglie di, erede di famiglie di grandi tradizioni elettoralistiche, detentrici di pacchetti di voti consolidati o addirittura eletti con incroci elettorali trans -coalizione, attraverso uno scambio di favori, tra destra e sinistra. Così si spiega come possa accadere che un Sindaco di centro destra detti contemporaneamente le preferenze (sollecitate da Mario Casillo PD) in liste del campo avverso. Detta in soldoni, non mi pare che il Consiglio regionale eletto esprima le persone più meritevoli e competenti tra i concorrenti. Il voto è ormai solo espressione di squadre organizzate, mentre il voto d’opinione è stato pressoché azzerato. Tant’è che, nelle campagne elettorali, non ci si preoccupa neppure più di imbastire un programma, nemmeno per la facciata, nemmeno per finta, nemmeno come vacua promessa. Questa amara realtà, che ho tracciato ex abrupto, può essere spiegata anche in modo più raffinato. Lo ha fatto, qualche mese fa, da par suo, il filosofo e psicanalista Umberto Galimberti su Repubblica. Galimberti ha richiamato tutta la tradizione greca per trovare conferma dell’attitudine umana di privilegiare l’arte della persuasione. Fin dal IV secolo a.C., Platone ammoniva che se si voleva assicurare la democrazia ad Atene, bisognava scacciare dalla città i sofisti, che manipolano la coscienza dei cittadini confondendo loro le idee con l’abilità sofistica, per la quale non importa la verità, la conoscenza reale dei fatti, bensì la persuasione coartante dei cittadini. La manipolazione, insomma. Non “dike” (giustizia) ma “apate” (seduzione ingannevole) e “peitho” (persuasione). Questo al tempo della civiltà greca. Figuriamoci oggi che – ad esempio – un Angelucci, chiacchierato e plurinquisito imprenditore della Sanità, possiede tre quotidiani nazionali che, anziché informare argomentando, tendono a denigrare quelli che la pensano diversamente e sparano titoli che fomentano l’odio per l’avversario politico. Ovviamente ci sono anche esempi analoghi ed eloquenti in campo avverso. Dietro questa guerra di finta ideologia e di reale manipolazione delle masse, c’è il nulla di pensiero, programmi, visione della vita e della società. I social non sono i veri responsabili dell’occultamento della verità, sono solo lo specchio di una società deformata dai nuovi sofisti, che manipolano le coscienze e le riducono a gregge. Tornando alla qualità dei nuovi consiglieri regionali e salvando la faccia di qualcuno, vedremo quale capacità programmatica e legislativa saranno in grado di esercitare. Non dimenticando che compito primario dell’istituto regionale non è la gestione, la manutenzione del territorio, bensì la programmazione e la legislazione di competenza. Troppo spesso si sente erroneamente affermare: “Siamo per i fatti non per le parole”. No, signori eletti alla Regione, voi non siete “manutentori” del territorio; questo è compito di Città Metropolitana e Comuni. Voi siete i legislatori e programmatori del territorio e avete il dovere di deliberare linee guida confrontandovi costantemente col territorio. Attenzione, però, ho sentito il nuovo Presidente Fico affermare che consulterà continuamente i Sindaci dei Comuni per assicurare un processo democratico. Non basta, spesso i Sindaci sono soltanto i terminali autocrati di paesi e città. Piccoli sovrani locali che, una volta eletti, sfuggono il confronto con le espressioni più sane del territorio. E’ dovere della Regione compulsare le espressioni più significative della società, dai Sindacati alle Associazioni di categoria, dalle Associazioni di cittadinanza attiva al mondo universitario e scolastico. Lì si vedrà la vostra capacità e il tasso di democrazia dell’istituto regionale.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.