Il 50% degli italiani non va a votare perché sfiduciati dalla politica

Il 50% degli italiani non va a votare perché sfiduciati dalla politica

Ruggiero Riefolo

ITALIA

Il nome viene dalla Magna Grecia cioè dalla Calabria che i Greci chiamarono ITALI. Poi ripreso dai romani ed é questa l’origine del nome. Poi venne nel 1860 l’unità parziale di questa Italia con massacri, fucilazioni di massa, incendi di paesi inermi “Casalduni, Castelandolfo”, furti e ruberie; venne dichiarato il Regno d’Italia. L’attuale Italia si formò alla fine della prima guerra mondiale.

Questa Italia definita da Piero Angela (nell’intervista al Dott. Gratteri) nata male, come una bella mela rossa con il baco dentro. Il più importante tentativo per portare la Democrazia fu l’APPELLO AI LIBERI E FORTI di Don Luigi Sturzo “1919” che segnò la nascita del Partito Popolare Italiano. Ma l’avvento del FASCISMO ormai non aveva argini.

La monarchia dei Savoia ed il Fascismo contribuirono con l’emanazione delle leggi razziali allo sterminio di milioni di esseri umani. Monarchia che rimbalza nelle odierne cronache con la richiesta di restituzione, da parte degli eredi, dei gioielli della corona confiscati dalla Repubblica come risarcimento per i danni causati alla nazione.

1946 primo Referendum Costituzionale e l’Italia divenne Repubblica. Con vicende altalenanti tra cui il boom economico degli anni 60’ i vari tentativi di industrializzazione per lo più falliti siamo arrivati al 1993.

Senza mai frenare la piaga dell’Emigrazione iniziata dopo il 1860 che ancora oggi continua, basta ricordare l’accordo con il Belgio – Carbone per manodopera -. Il 1993 “MANI PULITE” segna il tracollo dei partiti politici, che nel bene e nel male riuscivano a coinvolgere i cittadini in battaglie ideologiche di contrapposizione tra i blocchi derivanti dalla guerra fredda. Si passa così dalla partitocrazia al leaderismo “UN SOLO UOMO AL COMANDO”.

Oggi si va avanti, in alcuni casi con leader ed in altri con le lobi di potere massonico e finanziario. Farla così breve é stato arduo ma in sintesi questa Italia, oggi nella UE e con una moneta unica senza garanzia, si trova nelle mani della finanza e viene governata con il concetto di ricavi e perdite. L’umanità, gli umili i poveri sono passati in secondo piano addirittura disconosciuti di fronte all’incremento finanziario. Non vedo sbocchi, non vedo luce per tutti quelli che si trovano nelle ultime file e nella fascia mediana artigiani, agricoltori, piccoli imprenditori e famiglie disagiate.

Esiste al nostro confine nord-orientale una Nazione che divenne confederazione ne 1459 con tre Cantoni che nelle guerre dichiarò sempre la sua neutralità, che non si piegò al grande Napoleone e che oggi é la Nazione più ambita dalla UE. Ma ciò non avviene perché il Popolo svizzero sovrano continua attraverso lo strumento dei Referendum a dire no.

In Svizzera la Politica e le Amministrazioni agiscono con il consenso dei cittadini, tutto é sotto controllo del Popolo e nulla si fa senza la sua accettazione; Questa Nazione é così progredita perché nella sua pluralità linguistica, religiosa e culturale ha saputo accettare il dialogo e la Democrazia come fonti primarie di progresso e sviluppo senza abbandonare mai nessuno; in particolare i più deboli.

Ora vi pongo qualche domanda:

Pensate che si possa andare avanti così in Italia con una piccola minoranza che detiene il potere e governa considerato che più del 50% dei cittadini non va a votare? Pensate che il centralismo politico possa continuare a dettare i comandamenti di vita sociale ed economica? Pensate che si possa debellare la piaga della corruzione e la mancanza di moralità nell’agire politico di questa Nazione? Oggi i politici servono i molti o si servono di loro? Pensate che si possa arrivare a fare appassionare quel 50% e coinvolgerlo nella vita di questa nostra Nazione?

La risposta é come. Noi del comitato referendario “www.comreco.it” crediamo che si possibile attraverso i REFERENDUM DELIBERATIVI e con un nuovo Referendum Costituzionale che cambi la forma di Stato come nel 1946 oggi dobbiamo trasformarci da Repubblica a Confederazione.

Accettare il dialogo tra le nostre molteplici culture, tradizioni e origini per dare al Popolo la sovranità che non può essere una concessione costituzionale ma che é un DIRITTO UNIVERSALE E INALIENABILE DI TUTTA L’UMANITA’. Per questi motivi ti chiediamo di dare un futuro a questa Nazione, ai tuoi figli e a quegli italiani che potranno affacciarsi alla vita in una Nazione più democratica, plurale, ricca e progredita. Se vuoi questo aderisci al nostro progetto firmando come promotore sul sito www.comreco.it. Auguro a tutti voi ogni bene e per non essere anonimo.

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Redazione

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