A tu per tu con Gerardina Di Massa, scrittrice ischitana di «Un lampo di vita»
Finalmente ad Ischia è arrivata una ventata di aria fresca nel panorama della scrittura dal successo imminente. Gerardina Di Massa, nata a Lacco Ameno, giovanissima studentessa di Lettere e Filosofia. La scrittura è una delle sue più grandi passioni che coltiva da sempre e la sua principale fonte di ispirazione è proprio l’isola d’Ischia luogo in cui è cresciuta. Il suo libro “Un lampo di vita” sembra segnare per lei l’inizio di un grande successo.
In esclusiva l’intervista su Ischiapress.
Chi è Gerardina?
Sono una studentessa di lettere e filosofia, giornalista e “scrittrice esordiente”. Non mi piacciono le etichette ma al momento l’accezione ben si presta a descrivere il mio ruolo. Ho pubblicato il mio primo romanzo: Un lampo di vita, lo scorso 25/10. Una “favola nera” così come l’ha definita il giornalista Ciro Cenatiempo. Sono un’appassionata lettrice, prima ancora che amante della scrittura. Amo la cultura in tutte le sue forme e come possibilità di riscattarsi e di vivere diverse realtà.
Cosa cerchi di esprimere attraverso il tuo libro?
Un lampo di vita è un sogno nel cassetto diventato realtà. Era nel mio “cassetto dei sogni” da un po’ di tempo. Lo avevo scritto, concluso e fatto leggere ad una persona a me carissima che purtroppo non è più con noi.
Posso dire che il mio libro sia nato nel momento stesso in cui questa persona, con immensa Letizia (nel vero senso della parola) mi guardó e mi sorrise.
Un trionfo per me. Per una Gerardina diversa, finalmente (quasi) del tutto sicura di sè.
Un lampo di vita è un messaggio esistenziale. Attraverso le pagine che lo compongono, si potrà capire il mio amore per Ischia, ma anche una serie di sentimenti e caratterizzazioni che spesso contraddistinguono la vita di tutti noi.
Ecco, se dovessi dire cosa voglio comunicare con il mio romanzo, direi questo: veridicità e limpidezza… proprio come il mare di Ischia che fa da cornice alla narrazione. Ma soprattutto, una cosa è importantissima, ognuno può e deve farcela, indipendentemente dalla situazione, dal problema, ogni cosa è superabile. Bisogna solo trovare lo strumento giusto. Nel mio caso, la scrittura.
Tentare la via della scrittura oggi è sempre un rischio, come comincia questa grande passione?
La via della scrittura è un rischio, è proprio vero. La mia passione nasce sin dalle scuole superiori, amavo scrivere temi lunghi e dettagliati. Diciamo pure che non ho mai avuto il dono della sintesi. Ricordo quando tra i banchi di scuola tutti durante i compiti in classe sceglievano il cosiddetto saggio breve ed io invece, ero felicissima quando leggevo TEMA. Con il trascorrere del tempo la passione è aumentata, procedendo di pari passo con la lettura, che amo. Lettura e scrittura si sono così fuse, fino ad aprirmi nuove strade. Grazie ad un esame di critica letteraria, ho capito che in realtà volessi scrivere e tentare questa strada difficile e sicuramente tortuosa. Anche solo per soddisfazione personale. Certo, piacere ed ottenere il consenso del “pubblico” crea soddisfazione, inutile negarlo.
Scrivo per “difendermi” da piccole paure, ansie, preoccupazioni. E riesco a mettere uno scudo grazie a ciò che scrivo.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno più grande è la laurea, insegnare e sedere in cattedra. Ma soprattutto, al di là della professione vorrei trasmettere almeno un po’ della mia passione per la lettura e per la scrittura, ai miei futuri alunni.
Sogno di diventare una scrittrice famosa, a chi non piacerebbe? Ma sarebbe un “in più”, ossia una passione che si tramuta in qualcosa di concreto e che si affianca alla professione di insegnante. Poi ovviamente, se dovessi riuscire a vivere lavorando esclusivamente come scrittrice, sarei felicissima. Non metterei da parte niente. Continuerei a fare ciò che sto facendo. Con una gioia in più.

