La grande paura della guerra diffusa tra adulti e bambini
L’80 per cento degli italiani teme che si possa arrivare allo scoppio della terza guerra mondiale.

Anche l’Italia si sente in guerra, e ha paura. La maggior parte dei nostri concittadini, riguardo al conflitto in Ucraina, è in forte apprensione: nove italiani su 10 soprattutto i giovani temono una seconda guerra fredda o l’impiego di armi chimiche e atomiche nel conflitto tra Russia e Ucraina. Un’ansia giustificata visti i ripetuti riferimenti di Lavrov all’atomica e le dichiarazioni del Nobel Muratov, secondo cui “la minaccia nucleare è reale”.
I dati raccolti post pandemia suggeriscono come vi sia in Italia e nel resto del mondo una condizione diffusa di malessere psichico, condizione che si è ulteriormente aggravata con lo scoppio della guerra il 24 febbraio.
Il sentimento popolare è fatto dalla speranza che l’Italia si tenga fuori dal conflitto.
L’attacco russo contro l’Ucraina ha provocato uno choc in tutto il mondo con molte persone, già stanche della pandemia di Covid, alle prese con stress, ansia e paura.
Le immagini strappacuore che stanno arrivando dalle zone del conflitto, ma anche l’incertezza del futuro stanno minando la salute mentale dei cittadini di tutto il mondo.
Si accentua la fragilità e la prima reazione emotiva che si avverte è la sensazione di avere perso il controllo della nostra vita.
Il nostro rapporto con la paura è un un insegnamento ancestrale, che ha permesso di generazione in generazione la sopravvivenza umana.
Non potendo eliminare totalmente i rischi, le emozioni possono aiutarci a prendere delle decisioni, non possiamo cancellare le paure, ma possiamo accettarle e affrontarle.

