Lina e la sua lunga storia d’amore

Lina e la sua lunga storia d’amore

Orsola Matarese è una dolce signora di Forio, è l’autrice di questa bella storia d’amore, un amore nato alla fine degli anni ’50. Uno spaccato storico popolare quando innamorarsi era una purezza e frequentarsi un miraggio

Buona lettura:

“Vivevano in un villaggio di pescatori un gruppetto di famiglie e due amiche inseparabili, ad una delle amiche arrivò una lettera, del fratello militare, in essa c’era anche una sua foto. L’amica al suo fianco vide la foto e subito fu un colpo di fulmine, i due ragazzi non si erano mai notati pur vivendo vicini di casa.

Un giorno Lina che si trovava a casa della nonna, una casa composta da due sole camere sentì ad un tratto, un vociare, aguzzò le orecchie e udì che il giovane militare stava tornando a casa… eh si, proprio il ragazzo dei suoi sogni, quello che le mandava il suo cuore in tilt; Lina di tutta fretta si guardò allo specchio, raccolse i suoi capelli e corse fuori con le guance rosso fuoco, la gola secca e con l’emozione alle stelle.

Il bel marinaio non vide la ragazza dal cuore a mille, le fece solo un accenno di saluto con la testa e tirò dritto per la sua strada, a Lina parve che il mondo le stesse crollando addosso. Nel piccolo borgo di pescatori, ogni estate venivano i vacanzieri, il bel marinaio prese a corteggiare una ragazza abruzzese, una certa Sandra, la povera Lina soffrì tanto ma non si perse d’animo tant’è vero che Sandra, la turista abruzzese, rifiutò il corteggiamento del marinaio e dopo poco ripartì. Lina, si era rassegnata, lui proprionon la considerava; una sera, Lina e la sua amica, nonché sorella del giovane, andarono in piazza, cosa che a quei tempi non accadeva di sovente, tuttavia quella sera la nonna di Lina, rimasta senza petrolio non avendo ancora l’elettricità, mandò le ragazze ad acquistarlo.

Le due ragazze rientrando verso casa vennero corteggiate, a distanza s’intende, perché così si usava, da due giovanotti, uno di loro incontrò il marinaio mentre usciva da un vicolo e gli chiese chi fossero le due ragazze, la bionda e la bruna. Il giorno seguente mentre le due ragazze si trovavano a casa della nonna di Lina intente ad ascoltare le belle storie che raccontava il nonno, il bel marinaio fece capolino a casa della nonna di Lina e con un sorriso sornione esclamò: “ah qui ci sono anche le corteggiate!”, le guance delle due ragazze divennero rosso porpora, Lina con tanto coraggio ribatté: ”e a te che importa?” Nel dire ciò era anche spaventata, certa che se l’avesse sentita sua madre non se la sarebbe cavata bene, il giovane marinaio con un sorriso da mandarle il cuore in gola le rispose: “m’importa, m’importa!”. Lina non capiva più nulla, ponendosi tante domande quella notte non riuscì neppure a chiuder occhio.

Dopo una notte insonne… appena sveglia Lina corse dalla sua amica del cuore con la speranza d’incontrare il fratello, guardarlo negli occhi e per scorgere qualche attenzione. Il bel marinaio aveva gli occhi verdi con riflessi sul celeste, in quell’istante il giovane uscì dalla sua camera e mentre Lina stava fuori in cortile, chiacchierando con l’amica, quest’ultima per un attimo si allontanò lasciando i due da soli.

Lui lentamente le si avvicinò e all’improvviso la baciò, Lina scappò via piangendo e l’amica le corse dietro chiedendole cosa fosse accaduto, Lina tra emozione, gioia, paura esclamò: “tuo fratello mi ha baciata”, l’amica in modo amorevole avrebbe voluto mandarle qualche accidente… perché tanto era stato lo spavento per vederla scappare via piangendo.

Fu così che i due giovani cominciarono a frequentarsi, il bel marinaio e Lina però non pensarono agli abitanti del borgo, un pò tutta una famiglia, una parte di lui e una parte di lei e man mano che i giorni passavano, le cose per i due innamorati si facevano sempre più complicate.

Il loro era un’amore che ogni giorno prendeva sempre più forza, i loro sguardi s’incrociavano innanzi gli sguardi altrui e quando Lina osservava il suo bel marinaio si perdeva nei suoi occhi quasi a tuffarsi in un mare calmo e tempestoso allo stesso tempo, la notizia giunse veloce alle orecchie della madre di Lina e da quel momento iniziarono i veri problemi in quanto le venne subito proibito di frequentare la casa dell’amica ed il giovane marinaio. Lina continuò di nascosto a frequentare la sua amica del cuore al di là del sentimento che era nato col fratello in quanto le due ragazze si volevano molto bene e si confidavano tutte le loro gioie ed i loro dolori.

I due innamorati pur di comunicare tra loro escogitarono il modo, lui utilizzando bigliettini avvolti intorno a cioccolatini che lanciava alla sua amata e lei utilizzando lo stesso metodo dei bigliettini avvolti a dei confetti ricevuti in regalo da un’amica straniera che a sua volta lanciava a lui mentre si trovavano a passare contemporaneamente nello stesso luogo… ma, ahimè un dì la madre di Lina intercettò uno dei biglietti in quel luogo nel momento del lancio, fu così che la povera Lina passò guai seri, botte, castighi e l’obbligo assoluto di porre fine a quel’amore.

Né botte né castighi avrebbe fermato quell’amore, il giovane decise nel frattempo di dedicarsi al mestiere del padre e dei fratelli cioè il pescatore, Lina era entusiasta perché considerava quel mestiere, un lavoro romantico. Lina dalla sua parte, a difendere l’amore per quel giovane, aveva la sua dolce nonna che pur di vedere i giovani felici li faceva incontrare di nascosto dalla madre a casa sua ma, intendiamoci, sempre in presenza di nonna e nonno, poi ogni tanto con la scusa di portare qualcosa agli zii la mandava giù al molo,

Lina correva dietro una barca dove c’era il suo pescatore ad attenderla e potersi così scambiare un bacio, un bacio che per Lina sapeva di dolcezza infinita mista al sapore del mare. Col tempo anche la frequentazione con l’amica del cuore riprese in modo del tutto normale e Lina ebbe di fatto la possibilità di comunicare nuovamente col suo amore tramite la sorella….

…la storia d’amore continua…..

Un giorno il giovane pescatore decise di affrontare i di lei genitori e chiedere loro il permesso di frequentare la giovane Lina….si alzarono le urla della madre: “io non darò mai mia figlia ad un pescatore né tanto meno a te!”, intervenne subito la madre del giovane cercando di tranquillizzare la madre di Lina, parlando dell’amore dei due giovani e chiedendo di dar loro una possibilità, anche la dolce nonna di Lina intervenne a favore della nipote e contro la figlia. La mamma di Lina purtroppo aveva un carattere molto forte e duro ma presto si dovette convincere e cedere, i ragazzi ormai erano sostenuti da un po’ tutti nel borgo.

Quale miracolo, quale felicità per gli innamorati!

Ora potevano anche andare al cinema la domenica, sempre con il seguito a presso s’intende…zia, sorella, padre, ma andava bene così e quando rientravano verso casa, lungo la stradina tutta a curve, i due innamorati mano nella mano acceleravano il passo per potersi dare un bacio.

Passarono alcuni mesi quando, una domenica di novembre, dopo aver aspettato quel giorno con trepidazione, per poter andare al cinema, la madre di Lina, senza un motivo preciso disse: “stasera non si esce” nessuno poteva replicare perché volavano le mani tuttavia il pescatore chiese il motivo di tale decisione ma lei replicò con un secco non si esce, lo invitò a lasciare la casa e dimenticarsi della figlia. La povera Lina scoppiò a piangere, il pescatore uscendo dalla casa sottovoce promise alla madre di Lina che se non fosse stata lei a darle il benestare lui avrebbe comunque preso sua figlia, sottolineando che nessuno poteva uccidere il loro amore. Mentre il giovane lasciava l’abitazione, Lina disperata, scappò a casa della zia, da poco sposata, a chiedere aiuto.

Il giorno seguente la madre di Lina chiese alla cognata di accompagnare Lina a casa perché dovevano parlare, si sarebbe tenuta una grande riunione familiare… i primi ad intervenire furono i nonni che appoggiarono i due innamorati; alla riunione familiare erano presenti tutti compresi i familiari del bel pescatore, i due ragazzi non distoglievano lo sguardo l’uno dall’altro, uno sguardo che parlava d’amore, gli occhi verde mare del pescatore emanavano forza e dolcezza e allo stesso tempo rassicuravano Lina. La madre a quel punto concesse ai giovani di sposarsi, un attimo di silenzio, quelle parole riecheggiarono come il suono delle campane a festa!

Cominciarono i preparativi per il matrimonio, ovviamente si festeggiava in casa dopo essere stati in chiesa, purtroppo, come tanti altri ragazzi senza le possibilità economiche la funzione veniva fatta nel santuario di Pompei con solo i familiari ai giovani fidanzatini poco interessava, contava solo stare insieme il resto era superfluo. Il bel pescatore prese in affitto una casetta piccolina molto carina, arredò la camera da letto di comò e comodini con i piedi alti, un armadio dello stesso stile, quando Lina e la sua carissima amica del cuore, videro il mobilio, restarono piacevolmente sorprese.

Era il primo dicembre del 1962 Lina ed il suo grande amore vennero accompagnati alla cerimonia, Lina era accompagnata dai soli genitori, il giovane pescatore poiché non aveva più il padre fu accompagnato dalla sorella e dal fratello maggiore.

Lina aveva sedici anni ed i suoi genitori dovettero dare il consenso, lo sposo aveva otto anni di più… i due innamorati si sposarono all’altare dell’Annunciazione nel bellissimo Santuario di Pompei, guardandosi negli occhi e pieni d’emozione pronunciarono il loro si.

Usciti tutti dal santuario, il pranzo nuziale fu un panino con mortadella ma né Lina né il pescatore toccarono cibo… finalmente si potevano abbracciare, tenersi per mano ed amarsi liberamente. I familiari rientrarono tutti a casa mentre i due sposi furono invitati a trascorrere il loro viaggio di nozze da una sorella di lui, in un paesino nel viterbese.

I giovani sposi arrivarono la sera, durante il tragitto in treno e poi in pullman non smisero mai di guardarsi e chiedersi se ciò fosse tutto vero. Al loro arrivo, nel piccolo paese, ad attendere gli sposi, oltre alla sorella con la famiglia, c’era mezzo paese ed una gran festa per loro”.

Sul tardi si salutarono tutti e finalmente gli sposi, già esausti del viaggio e la grande emozione della giornata, andarono a letto …con l’emozione della prima notte, sdraiati vicini su un letto con spalliere di ferro, un interruttore della luce che scendeva a campanello sulla spalliera ed un materasso di foglie di spighe di grano. Come i due sposi si misero a letto, tra i rumori del materasso e quello dell’interruttore Lina chiese al suo amore di mettersi fermo in un angolo, di non muoversi e così fece altrettanto lei.

Una tavola imbandita la mattina seguente attendeva i giovani sposi, Lina uscì dalla stanza assieme allo sposo, le guance rosse mentre tra sé e sé pensava alla sua vita futura da moglie… Lina era molto impacciata, non essendo mai uscita di casa, era molto timida e per poco arrossiva, tutte le attenzioni riposte su di lei la mettevano a disagio tuttavia lo sposo cercava di tranquillizzarla.

Dopo 10 giorni, tornarono a casa, i due sposi oltre a qualche bacio non si erano minimamente sfiorati il loro matrimonio doveva ancora cominciare. Una volta a casa si sentirono veramente tranquilli e felici, lui la portava in barca e lei felicissima di seguirlo pur di stare al suo fianco.

Un anno dopo nacque la loro prima figlia era il primo dicembre 1963, una bellissima bimba, una piccola capinera, la gioia dei ragazzi era immensa; a distanza di diciotto mesi nacque la loro seconda figlia, la famiglia si allargava e altre principesse vennero alla luce, tutte volute per ultimo arrivò anche un principe, ora la famiglia poteva sembrare al completo, ma fu veramente completa quando arrivarono quindici nipoti, splendidi, meravigliosi nipoti.

Lina e il suo pescatore furono molto fortunati perché la loro famiglia si era completata anche da meravigliosi generi e sei pronipoti col settimo in arrivo.

Sicuramente anche la vita matrimoniale di Lina fu talvolta difficile, ma riuscì sempre ad arrivare alla vetta, la vetta era quando tutti sedevano a tavola e ogni occasione era buona per riunirsi. Lina ripeteva, con occhi pieni d’amore al suo pescatore che tutto ciò era frutto del loro amore e lui con aria compiaciuta confermava.

Cinquant’anni di matrimonio, per quel traguardo i loro figli prepararono loro un vero e grande matrimonio cantando alla cerimonia in chiesa ed organizzando una cena con ogni ben di Dio.

Dio, ha riservato per ultimo, nella vita di questi due innamorati un’altra benedizione, il figlio Fabrizio, era diventato sacerdote, fu lui a benedire i cinquant’anni di matrimonio dei genitori, però poco tempo dopo…….

Ahimè, il bellissimo pescatore si ammalò, un brutto male, Lina si sentì crollare il mondo addosso per ciò che stava accadendo, arrivò il giorno di trasportare il suo grande amore in ospedale sperando di poter aiutare il suo pescatore, perché Lina non voleva rassegnarsi a perdere l’uomo della sua vita ma …subentrò il coma, Lina prese la mano del suo amato, gli accarezzò il viso fino a quando un angelo arrivò portandosi via il suo pescatore, lei lasciandogli la mano gli sussurrò: “vai amore mio, vola ora con gli angeli…vai Basilio, mio pescatore, bello come il sole, io ti rivedrò sempre nel viso dei nostri meravigliosi figli.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società