Voi non mi rappresentate

Voi non mi rappresentate

Nel novembre del 1918 l’Italia fu travolta da una ventata di entusiasmo: dopo più di tre anni di aspri combattimenti e immani sacrifici, la lunga guerra contro l’Austria -Ungheria era finalmente vinta. Ma il fervore patriottico lasciò presto spazio alla dura realtà. Il bilancio della guerra era tragico: circa 650 mila morti, 450 mila mutilati e tre milioni di reduci. Sul fronte dell’economia il Paese era letteralmente in ginocchio, dissanguato dalle spese belliche, con interi territori devastati e un’industria che stentava a riprendere il suo corso in tempo di pace.

La fine della prima guerra mondiale é anche la fine del processo del “risorgimento”; Potremmo definirla la quarta e ultima guerra d’indipendenza. Alla fine di questa guerra i confini geografici di questa Italia sono stati definitivamente tracciati. Ma il disastro economico causato da questo inumano conflitto portò, non in molto tempo, alla nascita di una dittatura perché solo così si poteva dominare il disastro economico conseguente.

E’ inutile continuare a raccontare la storia, credo, che tutti la conosciamo. Fu fatta l’Italia, era finito un percorso però gli italiani “il popolo” per intenderci non é stato mai curato. Al contrario é stato abusato e usato. Ancora usato per conquiste militari coloniali; Usato in una alleanza con un’altro dittatore che ci portò in casa la seconda guerra mondiale.

La grande vergogna della monarchia “sabauda” sono e restano le “leggi razziali”. Abbiamo superato tutto questo e nasce la speranza della liberazione e della libertà; Nasce la Costituzione italiana che si apre con un bellissimo primo articolo: L’Italia é una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Bellissime parole che aprirono i cuori degli italiani; Però solo parole, mentre i fatti sono sempre stati contraddittori. Il lavoro é stato schiavizzato con formule che hanno distrutto, per adesso un’intera generazione. La sovranità del popolo una vana espressione solo sulla carta, sarei curioso di sapere in 74 anni quante petizioni si sono accumulate negli archivi del Senato italiano.

Quelli che dovevano essere i rappresentanti del popolo sovrano; sono diventati i loro padroni e lo hanno sempre imbonito con promesse, sempre disattese, e spendendo soldi in modo inutile per accontentare quelli che i Romani chiamavano “la plebe”. Chi sa perché gli italiani diventano tali quando gioca la nazionale di calcio!

Adesso il terremoto c’é stato, la pandemia, le restrizioni incostituzionali, i Green pass per controllare la gente e adesso la guerra. Ma tutte le decisioni vengono prese solo dagli eletti e dai “vassalli” di un potere mondiale economico-finanziario che ci sta asfissiando.

Ebbene ora basta “voi non mi rappresentate”. Il popolo è il vero padrone , l’Italia è dei suoi cittadini, insieme vogliamo far rinascere la nazione per proiettarla nel terzo millennio.

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Ruggiero Riefolo

Ruggiero Riefolo

1946 nasce la Repubblica italiana. Con una bella Costituzione che all’Art. 1 recita “La sovranità appartiene al popolo.”. Ma la sovranità dei cittadini é limitata dalla stessa Costituzione solo per esprimere un voto e dare una delega in bianco. In Svizzera “Nazione Confederata” i cittadini hanno la vera sovranità, in una Democrazia diretta, dove tutto, dalle Leggi alle spese amministrative, è sottoposto con lo strumento del Referendum Deliberativo all’accettazione da parte dei cittadini. Questa é l’unica e reale questione che mette in evidenza la sovranità di un popolo che attraverso quello strumento controlla il Governo della Nazione in tutti i suoi livelli.