CENNI STORICI SETTEMBRE 1860

CENNI STORICI SETTEMBRE 1860

Di Alfonso Sollazzo

I nostri valorosi soldati sbandati e senza comando c’è cercano, con immenso sacrifici, patendo fame freddo, di ricongiungersi sulla linea del Garigliano per l’ultima offensiva, provengono dalle Calabria, dalle Puglie, dagli Abruzzi e da ogni zona del bel reame.
Si fanno forzare coraggio, gridando con gioia W ‘O RRÉ.
Marciano con uniformi lacere,a piedi scalzi coperti da profonde piaghe.
Il luogo di ritrovo é sotto al campanile Normanno di Capua.
Il generale De Pinedo,comandante della piazzaforte di Capua, che di lì a poco tradì il Re e la patria, insieme ad ad altri ufficiali felloni e traditori li insultano “tu cafoncello degli Abruzzi, che fai qua, perché non te ne torni nel tuo gregge? Prendi un pezzo di pane e vai via”.
Il soldato risponde “non voglio ne pane ne latte, voglio solo il mio fucile”.
Il nostro amatissimo ed Augusto Sovrano sapendo ciò si muove da Gaeta con la carrozza verso Capua e dice ai suoi sottoposti dice “vado a Capua ad accogliere in un certo senso quelli che sono i miei figli.
Alla vista del Re i nostri valorosi soldati riacquistano forza e vigore e lo accolgono con il consueto “W ‘O RRÉ, noi siamo pronti a morire per Vostra Maestà.

Quando ho letto questo paragrafo dell’autobiografia di Francesco II di Borbone mi sono commosso te ho ritenuto pubblicare questo piccolo stralcio.
Onore a S.M.Francesco II di Borbone, primo Napolitano, e a questi valorosi soldati del Regio Esercito delle Due SICILIE.
Per sempre W ‘O RRÉ, w ò popol sovran.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società