Francesco Cellammare in vista del doppio appuntamento elettorale di domenica 12 giugno

Francesco Cellammare in vista del doppio appuntamento elettorale di domenica 12 giugno

Elezioni comunali Ischia

 “Servi legum omnes sumus ut liberi esse possumus”. Che senso può avere il noto brocardo del nostro maestro Cicerone allorquando talora la legge non trova la giusta applicazione? Io credo fermamente nell’equazione STATO-LEGGE-GIUSTIZIA sebbene durante i miei primi vent’anni di professione non abbia mancato di assistere ad errori giudiziari.

Se dunque lo Stato di Diritto si regge sulle Leggi e se ognuno di noi è veramente Libero nel momento in cui tutti serviamo ed osserviamo le norme che regolano la convivenza civile dei consociati, è pur vero che non devono verificarsi sbavature per usare un eufemismo nell’amministrazione della Giustizia tali da allontanare il Cittadino dallo Stato perché sfiduciato. Come noi tutti siamo servi delle Leggi, i Giudici sono servitori dello Stato e della Giustizia e sono investiti, pertanto, di una grande responsabilità. Ho sempre pensato all’utile introduzione di un sistema cd. “premiale” o di “bonus-malus” impostato con benefits (scatti di stipendio, progressione in carriera ed altri bonus di natura previdenziale) per i Magistrati volenterosi (disponibili a lavorare anche sulle isole e nelle altre sedi obiettivamente disagiate) e bravi, le cui sentenze non siano impugnate e soprattutto non siano riformate in appello e, viceversa, di regressione stipendiale, di carriera, ecc… per i meno capaci e meno giusti nel l’interpretazione delle Leggi.

Tanto premesso, ebbene, penso che votare SI al Referendum di domenica prossima costituisca un bel passo avanti verso quella Giustizia più Giusta che tutti auspichiamo. Provo a spiegare questo mio convincimento nella maniera più semplice e comprensibile. Il nostro Ordinamento Giuridico si fonda sul principio di “non colpevolezza” per cui, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione “l’imputato non è considerato colpevole fino alla sentenza definitiva”, ed è pertanto antigiuridico mantenere la previsione della custodia cautelare in carcere nella fase delle indagini per il “rischio di reiterazione del reato”, come, per lo stesso motivo, non è a mio avviso corretta e va abrogata la disposizione della legge Severino relativa alla incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica dei politici che abbiano riportato una condanna penale in primo grado, atteso che nessuno è veramente colpevole fin quando ciò non sia stato accertato e stabilito all’esito dei tre gradi di giudizio o comunque con una sentenza irrevocabile; e quante volte poi abbiamo visto intervenire la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a correggere errori giudiziari delle Sentenze dei Giudici Italiani?

Vedo di buon occhio, nel senso dell’auspicato rinnovamento della nostra macchina giudiziaria, anche la Separazione delle Carriere, tale da porre finalmente un argine netto ed inequivocabile tra l’Organo inquirente e quello Giudicante e da  meglio bilanciare la posizione processuale della Pubblica Accusa e quella della Difesa. Se sul primo e secondo quesito referendario si può magari non essere tutti d’accordo – e confesso che anche io ci ho dovuto ragionare molto prima di convincermene -, credo invece che sugli altri tre ci sia veramente poco da dissentire. Oltre alla separazione delle carriere, il referendum del 12 giugno ci consente infatti di cancellare il peso delle correnti nell’organizzazione giudiziaria aprendo anche ai Magistrati “Liberi” le porte del CSM, e, introduce la cd. “Pagella”, ovvero la valutazione dell’operato dei Magistrati da parte degli Avvocati ed altri Addetti ai Lavori, a tutela dell’Utenza, avviando la Giurisdizione verso quel meccanismo premiale che, ribadisco, potrebbe rappresentare un buon viatico per la costruzione di una Giustizia Virtuosa.

L’inosservanza delle Leggi il più delle volte, infatti, è dettata non solo dall’ingiustizia delle stesse ma soprattutto dall’iniquità della loro applicazione. Il Referendum è una delle principali espressioni della Democrazia Diretta. La parola al Popolo. Pertanto non sprechiamo questa opportunità. Possiamo cambiare le cose dal basso. Domenica andiamo a votare e facciamo buon uso del voto che è l’unica arma di cui dispone il Cittadino per il conseguimento del Bene Comune,  anche nella scelta dei candidati alle Amministrazioni Comunali in tal senso più affidabili. Viva la Libertà, viva la Democrazia, viva la Giustizia! Buon voto a tutti.

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Redazione

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