Chi di “speranza” vive, di “speranza” muore

Chi di “speranza” vive, di “speranza” muore

In tutti i messaggi di auguri, per la verità molto belli e intensi, elargiti dai nostri Sindaci con l’avvicinarsi del Natale la parola SPERANZA è stata sempre, sempre presente. In breve altro non significa speranza che un’attesa fiduciosa, ma pur sempre aleatoria, di un non meglio specificato evento gradito. 

Sono più o meno decine e decine di anni che in specie nel Meridione d’Italia le istituzioni fanno appello alla speranza, alla sorte. E puntualmente anno dopo anno tuttavia le cose sembrano sempre andare peggio.

Avremmo voluto volentieri sentire che le nostre Istituzioni ci dicessero: «Che questo sia l’anno della prevenzione dalle sciagure e della concreta tutela del territorio pubblico. Faremo tutto il possibile per intercettare ed impiegarvi risorse e per favorire il cambiamento culturale necessario affinché tutti facciano la propria parte».

… Ma loro, invece, si affidano alla speranza e intanto a Montevico caduta massi, strada chiusa e famiglie sgomberate. 

Il Comitato

#comitatolastradadelbuonsensoischia

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Redazione

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