Il lettore bergamasco dell’Eco di Bergamo, lo Scudetto dritto e rovesciato e i divertenti Napoletani-bergamaschi

Il lettore bergamasco dell’Eco di Bergamo, lo Scudetto dritto e rovesciato e i divertenti Napoletani-bergamaschi

Prof. Gennaro De Crescenzo *

Tale Saffioti Carlo scrive una lettera all’Eco di Bergamo (!) per chiedere punizioni esemplari per i tifosi napoletani che hanno esposto uno scudetto capovolto e le frasi “bottino di guerra, campioni IN Italia”. La colpa? Ovviamente di quei cattivoni dei neoborbonici e del loro “revisionismo violento che offende gli italiani”. Giuriamo che è tutto vero. E giuriamo pure che non leggiamo tutti i giorni L’Eco di Bergamo e abbiamo saputo di questa divertente “lettera ad un giornale” perché l’ha pubblicata un sito chiamato “Il Napolista” non nuovo a tesi “strane” tipo quella dello scudetto vinto “perché questo Napoli è poco napoletano” (roba da vecchia Lega Nord o da indagine psicologica in attesa di verificare se Kim&Osimhen abbiano mangiato in questi mesi polenta&osei o pizze&babà).

Così per il lettore bergamasco sono tutte invenzioni i massacri e i saccheggi subiti dai meridionali ed è falsa pure la tesi di un Sud prospero con i Borbone. Quindi per il lettore bergamasco non è vero che al Sud furono impiegati oltre 120.000 soldati sabaudi per massacrare i cosiddetti “briganti” per un decennio (dimensioni e tempi mai registrati prima in Italia) con centinaia di migliaia di vittime tra fucilati, arrestati e deportati (cfr. M. D,’Azeglio e, su tutti, il recente G. Gangemi, Università di Padova). Per il lettore bergamasco non è vero che dei 668 milioni di lire di tutte le banche italiane messe insieme 443 erano al Sud (F. Nitti). Non è vero che i redditi medi, il pil, i livelli di industrializzazione e di longevità o le percentuali di medici e ospedali per abitanti o quelle della mortalità infantile erano pari o più positive al Sud rispetto al Nord e che tutti questi parametri si invertono solo dal 1860 aprendo tragedie come l’emigrazione meridionale o le questioni meridionali mai conosciute prima (Archivio di Stato di Napoli, fondi Ministero Finanze e Ministero Agricoltura Industria e Commercio e cfr. S. Fenoaltea, V. Daniele, P. Malanima, S. Collet, J. Davis o V. Tanzi).

Per il lettore bergamasco se qualcuno pensa che l’unità d’Italia “ha rovinato il Sud e assassinato Napoli” è un cattivone neoborbonico (lo dica magari a Salvemini).

Per il lettore bergamasco non è vero neanche che il Piano Marshall e la Cassa per il Mezzogiorno finanziarono il Nord (G. Zona) e neanche che il federalismo fiscale ha sottratto al Sud oltre 800 miliardi di euro in circa 20 anni (cfr. Svimez ed Eurispes) e peggio sarà con il prossimo regionalismo.

E non è vero neanche che la vita media è più bassa al Sud e da queste parti risulta la metà circa dei diritti e dei servizi che toccano al resto d’Italia “offendendo” (questo sì che è vero) la Costituzione.

Il lettore bergamasco si è accorto, allora, dello scudetto capovolto ma, da decenni, non si è accorto dei cori bergamaschi antinapoletani, delle sciarpe bergamasche che inneggiano al razzista Lombroso o al dramma di Fenestrelle, dei dirigenti bergamaschi che chiamano “terroni di m…” i tifosi napoletani o giudica “cattiva educazione” i cori razzisti dell’altra domenica contro Vlaovic (e gli scappa che le condanne sono state “pure troppe”). Per il lettore bergamasco decenni di “benvenuti in Italia, lavatevi, colerosi, terremotati, forza Vesuvio” non giustificano lo striscione napoletano e non lo giustificano neanche un sistema calcistico marcio o il livore dei media e di mezza Italia per questo scudetto o le minacce (impunite) contro i festeggiamenti napoletani o i pestaggi magari a Varese nella sua Lombardia. Della tragicomica serie: se noi siamo razzisti va bene, ma se voi reagite non va più bene (ed è uguale per la politica e se i meridionali hanno meno diritti tutto sommato se lo meritano e se protestano sono… piagnoni e vittimisti).

Per il lettore bergamasco, allora, il problema è il “revisionismo neoborbonico” che (peccato per lui) ormai dilaga ed è “maggioritario” (cfr. E. Galli della Loggia). Il problema per lui è un movimento culturale e non una Lega Nord che da decenni, tra tricolori bruciati e ampolle del Po (inquinato), propone e persegue secessioni vere e governa a livello locale e nazionale (e il lettore bergamasco, se non è un caso di omonimia, con quella Lega ci ha governato la Regione Lombardia).

A conti fatti, se il lettore bergamasco invoca la polizia per uno striscione e vomita tutte quelle tesi antimeridionali, in fondo segue la linea dei suoi colleghi tifosi atalantini ma senza gridare cori e forse, al netto di una inconfessata ma ovvia rabbia per lo scudetto azzurro e magari per le due sconfitte atalantine di quest’anno, forse non ha il coraggio di ammettere il suo lombrosiano disprezzo antimeridionale perché del resto se la questione meridionale non è colpa di un sistema nord-centrico da 160 anni, per lui la colpa sarà di questi meridionali inferiori che “non vogliono lavorare, rubano, scippano, prendono i redditi di cittadinanza e capovolgono gli scudetti”.

Intanto, però, saremmo curiosi di sapere se il Saffioti della lettera è lo stesso Saffioti condannato anni fa come consigliere regionale lombardo di Forza Italia per le “spese pazze” (circa 80.000 euro di cene e cenette a spese dei contribuenti) e poi assolto per prescrizione.

Detto questo, possiamo solo esprimere una profonda tristezza per Il Napolista che ha dato spazio al lettore bergamasco forse condividendo la linea antinapoletana o forse solo per aumentare una visibilità che non ha (una ventina in tutto i like sul post di Fb)…

Saluti a tutti e ancora complimenti ai tanti tifosi che hanno esposto quello striscione (che non hanno esposto i neoborbonici) e ai tantissimi tifosi e ai giornalisti lo hanno applaudito. 

* (a disposizione per ulteriori approfondimenti e fonti archivistiche e bibliografiche alla faccia di chi, involontariamente comico, scrive di “neoborbonici che non documentano nulla”).

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Redazione

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