La «fuga» di notizie del decreto ha generato un esodo di massa

La «fuga» di notizie del decreto ha generato un esodo di massa

La diffusione anticipata della bozza di decreto che dispone la “chiusura” della Lombardia e di altre Province settentrionali ha scatenato vere e proprie ondate di panico.

La paura ha provocato un inedito esodo Nord-Sud che rischia di vanificare gli obiettivi del decreto firmato dal Presidente del Consiglio Conte: la “fuga” verso i paesi di origine nell’Italia meridionale rischia di essere un formidabile strumento di propagazione del coronavirus.

Sembra che a nulla siano valsi gli appelli alla responsabilità lanciati dalle istituzioni a vari livelli: gli italiani, infatti, anche durante la domenica in varie parti del Paese hanno affollato bar e locali, condizione ideale per la diffusione di un virus che in Italia ha fatto superare il numero di morti della Corea. Siamo, infatti, il secondo Paese al mondo, dopo la Cina, come numero di decessi tra i pazienti risultati positivi al coronavirus.

A Ischia intanto gli enti locali iniziano a prendere provvedimenti sull’onda del Decreto del governo, tuttavia nonostante l’ordinanza regionale e l’appello esplicito del presidente De Luca, restano gli interrogativi sulle limitazioni agli sbarchi “a rischio” sulle isole.

Allo scalo portuale di Pozzuoli i controlli ci sono:  gli addetti sanitari controllano la temperatura agli aspiranti passeggeri, che poi devono compilare un modulo, il quale è propedeutico all’autorizzazione all’imbarco. Tuttavia tali controlli sono risultati finora assenti al Molo Beverello, dove numerosi studenti isolani provenienti dalle regioni settentrionali si sono presentati all’imbarco con i loro trolley.

E la prova che hanno dato di sé gli italiani induce a credere che gli “inviti” e le “raccomandazioni” a loro rivolte, in assenza di un reale deterrente in grado di far rispettare le misure e le precauzioni dirette a rallentare la diffusione del virus.

E questa indisciplina, unita alla mancanza di controlli severi, potrebbe mettere completamente in ginocchio il sistema sanitario nazionale, figuriamoci quindi quello locale, dove nonostante gli eroici sforzi del personale, l’Ospedale Rizzoli resta assolutamente inadeguato a fronteggiare quella che l’Oms si appresta a dichiarare ormai non più epidemia, ma pandemia.

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Gigi Lista

Gigi Lista

Sono un attivista a difesa dei territori e la cultura millenaria delle nostre identità. Il mio sentimento antisistema mi ha portato a sviluppare dei canali per creare piattaforme d'informazione libera che possano battere colpo su colpo contro le infamie e la disinformazione mainstream. Combattere è la mia vita, insorgere è giusto!