L’ULTIMO SALUTO STRAZIANTE E COMMOVENTE ALLE DUE STELLE DI CALCIO PORTOGHESE DIOGO JOTA E SUO FRATELLO ANDRÈ SILVA
Questa mattina nella cittadina Gondonar di Porto si sono tenuti i funerali dei due calciatori, Diogo Jota ed il fratello André, tragicamente scomparsi nella notte tra mercoledí 2 e giovedí 3 luglio a causa di un incidente automobilistico sull’autostrada A-52 vicino a Cernadilla (Zamora) in Spagna mentre erano diretti verso il porto di Santander, dove avrebbe preso il traghetto per tornare nel Regno Unito. La Lamborghini a noleggio subito ha preso fuoco dopo l’uscita di strada dopo lo scoppio di uno pneumatico e la polizia accorsa non ha potuto altro che constatare il loro decesso. Per molti sarà davvero difficile accettare che Diogo non ci sarà soprattutto la moglie Rute Cardoso con la quale era convenuta a nozze lo scorso 22 giugno che ora deve affrontare la sfida più grande: quella di crescere i loro tre figli piccoli, due maschi e una neonata, da sola senza l’uomo della sua vita. Oltre ai familiari, numerosi personaggi del mondo del calcio portoghese come Bernardo Silva, Bruno Fernandes, João Félix e Rui Jorge, l’allenatore dei Reds, Arne Slot, gli ex Thiago Alcantara e Fabinho, e numerosi compagni del Liverpool, tra cui Van Dijk, Robertson, Curtis Jones, e Federico Chiesa, hanno voluto omaggiare l’icona del talento del Portogallo in questo momento di lutto. Anche il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, è arrivato a Gondomar per rendere omaggio alle salme dei due calciatori nella Capela da Resurreiçao della cattedrale. Presenti anche il presidente della Federcalcio portoghese, Pedro Proença e il numero uno del Porto, André Villas-Boas. Si sono sollevate anche molte polemiche per l’assenza di Cristiano Ronaldo CR7 che avrebbe disertato le esequie e i funerali a Gondoma spiccando diverse cause: si trova in vacanza con tutta la famiglia sull’isola delle Baleari precisamente al porto di Andratx dove sarebbe stato avvistato il suo yacht di lusso “Azimut Grande” oppure ci sarebbero dei motivi personali di preferire di rendere omaggio in privato, con maggiore discrezione dopo la morte del padre José Diniz Aveiro, nel settembre 2005. In questo momento cerchiamo di dare un senso a questo momento di dolore della moglie e dei familiari che dovranno affrontare un dolore infinito e straziante dopo la meravigliosa cerimonia del matrimonio e le sue ultime glorie calcistiche con la conquista della Premier League e della UEFA Nations League a un destino crudele dove per cui possiamo solo far risuonare quel coro da tifoso “Diogo Diogo”.

Il rito funebre è stato celebrato dal vescovo di Oporto, Manuel Linda che ha rivolto un messaggio ai tre figli piccoli di Diogo e Rute: “Cari Dinis, Mafalda e Duarte non siete qui e state soffrendo immensamente, o forse no, perché non ve ne rendete conto. Pregherò molto per voi. Chi soffre di più sono vostra madre e i vostri nonni che vedono l’immagine di due urne per cui non ci sono parole, solo sentimenti. Siamo qui per dirvi che anche noi abbiamo sofferto molto. Siamo qui con voi emotivamente. È umano piangere.”

Come nella poesia “A Silvia di Giacomo Leopardi” il riferimento va alla vedova Rute Cardoso, travolta dal profondo impatto emotivo, dove la sua freschezza di giovinezza, il suo entusiasmo del futuro e la sua illusione della felicità sono stati spazzati via in pochi secondi dalla consapevolezza della morte e del dolore.
Dopo non molto, morì pure
la mia speranza: anche a me il destino ha negato
gli anni della giovinezza e della mia vita. Ahimè,
come, come te ne sei andato, caro compagno Diogo
della mia gioventù, mia speranza rimpianta.
Sarebbe questo quel mondo?
Questi i piaceri, l’amore, le azioni, gli eventi
su cui tanto abbiamo fantasticato?
È davvero questa la sorte del genere umano?
All’apparire della verità
tu, misera, sei caduta:
e da lontano con la mano mi indicavi
una tomba spoglia e la fredda morte.

