Repubblica.it: «Foto di Napoli su articolo riguardo Codogno. Errore o casualità?»

Repubblica.it: «Foto di Napoli su articolo riguardo Codogno. Errore o casualità?»

Si sa, Napoli è sempre nell’occhio del mirino anche questa volta e questa è la dimostrazione che potrebbe essere un errore o certezza: una foto associata all’articolo che parla di Codogno. Su Repubblica.it, un pezzo pubblicato alle ore 20:32 di ieri intitolato: Coronavirus, l’epidemia in Italia non è arrivata direttamente dalla Cina, (citando Codogno come città dei primi contagiati), inseriscono una foto di Napoli e dopo qualche minuto la cambiano. Un errore? Oppure una piccola e silente mossa provocatoria nei confronti del sud?

Nella dura battaglia per la sopravvivenza, non solo sanitaria, ma anche social, l’emergenza coronavirus regala  poche storie di solidarietà. Senza confini, senza distinzioni. Da nord a sud e viceversa, bisognerebbe avere il coraggio di superare quel razzismo itinerante che è quell’odio che spesso accompagna i rapporti umani con il prossimo, ovunque esso sia.

Speriamo di vedere nascere un movimento di solidarietà italiano per tutti in modo da farla regnare sovrana. Le prime forme di tensioni e discriminazione al Nord si verificarono tra gli anni ’50 e ’60 (gli anni della grande migrazione Sud-Nord e Nord-Sud e riesplosero nei primi anni ’90.

Ma siamo proprio sicuri che i sentimenti razzisti dei padani nei confronti dei “terroni” o viceversa si siano spenti totalmente?

Il diniego del razzismo che caratterizza il nostro Paese e di cui esistono manifestazioni evidenti per quanto riguarda la diffusione e resistenza del mito dell’italiano non xenofobo e la rimozione del passato coloniale è qui visto come risultato di retoriche discorsive radicate nella storia, nelle articolazioni, continuità e discontinuità tra l’incontro etnografico proprio dell’età coloniale e quello contemporaneo, conseguenza dei flussi migratori internazionali.

Ad oggi il coronavirus ci chiede di abolire stereotipi e false certezze.

Il Paese che conosciamo, fatto di campanili e stereotipi, si è trovato sottosopra. E i legami tra imprese e persone si sono spezzati improvvisamente, imponendo a tutti di rivedere speranze e guarigioni.

Non esiste un mondo fatto di confini inviolabili, in primo luogo. Siamo sempre stati collegati come paese al mondo. E del mondo abbiamo assorbito tanto, anche i pericoli, come questo di oggi, ma stiamo cercando di gestire tutto in un modo lineare creando un unicum geografico che cercherà di trasformare ciò che riceve rendendolo migliore.

Diventa evidente, insomma, quanto ad oggi il pregiudizio sia stupido ed irreale.

Questo della foto è solo un pretesto per parlare e cancellare in qualche modo le differenze mediatiche Nord Vs Sud che ancora oggi ingoiano bocconi amari.

Stiamo combattendo una guerra all’ennesima potenza, il Covid-19.

Ma tutti noi siamo pronti a superare anche questo scoglio che sta paralizzando l’Italia senza differenze.

#andratuttobene#

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.