Emergenza Coronavirus, l’Italia è prossima a firmare il MES. Ma l’Europa dov’è?

Emergenza Coronavirus, l’Italia è prossima a firmare il MES. Ma l’Europa dov’è?

Data la situazione di incertezza e di brusco arresto dell’economia italiana, a causa dell’emergenza sanitaria, l’Italia dovrebbe fare un atto di coraggio e pensare seriamente alla proprie risorse economiche.

Che ce ne facciamo dell’Europa di Bruxelles se anche davanti all’emergenza coronavirus in Italia gli europei non erogano liquidità? Mentre gli italiani, che dovrebbero essere europei, tremano sotto i colpi inferti dal COVID-19, in termini sanitari ed economici, l’Eurogruppo rende noto che sono chiusi gli accordi per il Mes (il Meccanismo Europeo di Stabilità o Fondo salva-Stati).

L’Italia, dichiaratasi pronta a firmare, si è impegnata a versare al Mes fino a 125 miliardi di euro in caso di necessità, e finora ha sborsato soltanto intorno i 14 miliardi di euro.

L’economista dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Giampaolo Galli definì la riforma del Mes “un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori”. In sintesi, secondo Galli, gli aiuti del Mes, a cui l’Italia non avrebbe accesso perché non soddisferebbero le condizioni per avere fondi,vengono sviluppati solo dopo un’analisi della sostenibilità del debito del Paese.

Ed un Paese in difficoltà potrebbe restituire meno di quello che deve ai suoi creditori. Questo meccanismo, per l’Italia,significherebbe il rischio di innalzamento degli interessi dovuti ai creditori. In pratica, il cortocircuito che si verrebbe a definire per Paesi come il nostro, risulterebbe controproducente per l’Italia stessa, in quanto il debito italiano, detenuto per il 70% dai residenti, esporrebbe al rischio di disoccupazione, impoverimento generale della popolazione e distruzione del risparmio.

Il governo italiano che,nel frattempo, aveva previsto inizialmente un piano da 7,5 mld di euro per contrastare l’emergenza coronavirus, prevede un aumento straordinario delle cifre nelle ultime ore. Un tentativo forte di contrastare l’arresto dell’economia che stiamo sviluppando ma pur sempre un tentativo. Ci si chiede, a questo punto, perché non intervenga la Banca Centrale Europea.

Nel frattempo, ciò che l’Europa non fa per i suoi, lo fa la Cina con l’invio di due milioni di mascherine, 100 mila delle quali ad alta tecnologia, 20 mila tute protettive e 50 mila tamponi per i test sul coronavirus, nonché di macchinari specifici per il trattamento dei casi più gravi da COVID-19.

Vista la situazione di totale insicurezza circa il futuro del Paese in questo momento, non sarebbe il caso almeno di interrompere il piano di approvazione del Mes, addirittura di non firmarlo, o quantomeno sospenderne l’approvazione prossima?

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Redazione

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