I soldati Usa sbarcati in Europa confermano la sudditanza dell’UE?

Intanto, nel silenzio generale, la Costituzione è di fatto sospesa, giacché sono vietate le pubbliche assemblee in nome di quello che il Ministero ha appellato “allontanamento sociale tra le persone”. Espressione che, ironia della sorte, potrebbe essere il motto del neoliberismo e della sua dissoluzione programmatica dei legami sociali.

L’ha ben evidenziato Giorgio Agamben, che da subito ha segnalato come si stesse disegnando un preciso metodo centrato sull’emergenza e sul “vivere pericolosamente”, che è appunto – Foucault docet – la norma del liberismo.

Dal 5 marzo, più di 20mila soldati statunitensi stanno sbarcando in Europa. Ne ha puntualmente comunicata la notizia, il Manifesto, con un articolo di Manlio Dinucci dal titolo “30mila soldati dagli Usa in Europa senza mascherina”. Secondo quanto evidenziato da Dinucci, i soldati della monarchia del dollaro sono sbarcati in porti e aeroporti europei per l’esercitazione “Defender Europe 20” (Difensore dell’Europa 2020). Si tratta, a tutti gli effetti, del più grande dispiegamento di truppe statunitensi in Europa degli ultimi 25 anni.

Spiega Dinucci che, complessivamente, stanno giungendo dal Leviatano a stelle e strisce in sei porti europei (in Belgio, Olanda, Germania, Lettonia, Estonia) 20.000 pezzi di equipaggiamento militare. Perché, allora, l’operazione Defender Europe 20? La spiegazione ufficiale è che essa è svolta al fine di “accrescere la capacità di dispiegare rapidamente una grande forza di combattimento dagli Stati Uniti in Europa”.

La prima domanda da porsi, dunque, è la seguente: perché vi sarebbe bisogno di una “grande forza di combattimento” in Europa? Dagli Usa, poi. E, soprattutto, l’America da chi dovrebbe difendere l’Europa? Giacché il tutto si svolge sul fronte orientale, in direzione del confine russo, o addirittura negli ex spazi sovietici ora “atlantizzati” (come la Lettonia e l’Estonia), la risposta, forse, si evidenzia da se: l’obiettivo è difendere l’Europa dalla Russia di Putin. Come se quest’ultima avesse tra i suoi obiettivi l’invasione del continente.

Eppure, se consideriamo il diagramma dei rapporti di forza dal 1989 a oggi, ci accorgiamo di come la Russia non si sia espansa, ma anzi si sia ristretta a tal punto che molte sue aree di competenza, come la Georgia e l’Ucraina, la Lettonia e l’Estonia, sono ora indipendenti o, meglio, direttamente sotto l’egida atlantista. Sembra, insomma, che la minaccia di occupazione dei territori altrui giunga assai più da Washington che da Mosca.

L’operazione si chiama quasi in salsa orwelliana, “Difensore dell’Europa 2020”, ma è verosimile ipotizzare che l’obiettivo non sia difendere l’Europa, bensì accerchiare sempre più massicciamente – con intenti poco difensivi – la Russia di Putin, rea di non essere allineata con il nuovo ordine mondiale e con l’americano-sfera; garantire la stabile sudditanza dell’Unione Europea, colonia degli Usa?

Ciò, una volta di più, smonta il teorema di quanti sostengono che se l’Unione Europea fosse solida e unita sarebbe un polo alternativo e indipendente: falso. Sembrerebbe che l’Ue resti una colonia statunitense, punteggiata com’è di basi americane (senza che si dia in terra americana una sola base europea, ça va sans dire). Il liberatore americano, che già nel 1945 assunse in simultanea il ruolo di nuovo occupante, cerca ovviamente di camuffare il proprio ruolo reale: e lo fa, appunto, asserendo di voler difendere l’Europa, quando in realtà, come si è detto, mira a tenerla dipendente rispetto a Washington e a usarla come avamposto per la nuova “guerra fredda” contro la Russia e contro la Cina comunista, che restano a oggi i veri nemici della civiltà dell’hamburger.

Né si può nascondere, a proposito di strategia del camuffamento, che, come ricorda Dinucci, la “US Army Europe Rock Band” terrà in Germania, Polonia e Lituania “una serie di concerti a ingresso libero che attireranno un grande pubblico” (sic!). La solita pratica del panem et circenses, com’è evidente. Obiettivo? Il solito: far sì che gli schiavi amino le loro catene e seguitino a essere cultori ignari della propria schiavitù.

Oltre l’aspetto geopolitico, su cui s’è poco fa si è concentrata l’attenzione, val la pena soffermarsi su un altro aspetto, anch’esso degno di considerazione. L’operazione “Defender Europe 20” avviene nel bel mezzo di quella che l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato essere un’epidemia di grande portata, quella legata al Coronavirus. Insomma, come rileva Dinucci, l’operazione si svolge con modi e tempi che rendono de facto impossibile “sottoporre decine di migliaia di soldati alle norme sanitarie sul coronavirus e impedire che, nei turni di riposo, entrino in contatto con gli abitanti”.

E ancora: “I 30 mila soldati Usa che ‘si spargeranno attraverso la regione europea’ sono, di fatto, esentati dalle norme preventive sul coronavirus che invece valgono per i civili”. Diceva Bertrand Russell che a rendere più complicata la già di per sé complicata vita sul pianeta Terra, è che le persone intelligenti sono piene di dubbi e gli stolti hanno solo certezze. Di più, diffamano quanti abbiano dubbi e domande. Possibile che gli Usa svolgano proprio ora la loro esercitazione, come se il coronavirus non esistesse? O forse esiste, come afferma qualche altro, una connessione tra il coronavirus e l’esercitazione Usa? Sono eventi sconnessi tra loro, come pure è possibile, o sono invece da leggersi unitariamente, come connessi e rispondenti a una medesima logica?

Tante domande. Che è bene porre, senza farsi scoraggiare e intimidire dalla sempre più opprimente cappa del pensiero unico, che non tollera dubbi e dilemmi. Quel che è peggio è che tutti, come se anestetizzati, non si accorgono di nulla o lo trovano normale o diffamano chi faccia notare che qualcosa quadra poco e su cui vale la pena riflettere. Criticamente.

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Alfonso Sollazzo

Alfonso Sollazzo

Scrivo per divulgare e fare conoscere la vera storia di come fu fatta l'unità d'italia (la minuscola é voluta) e difendere la mia terra.