LA STRAGE DEI GERMANI REALI DEL PORTO DI FORIO NON DEVE PASSARE INOSSERVATA

LA STRAGE DEI GERMANI REALI DEL PORTO DI FORIO NON DEVE PASSARE INOSSERVATA

Lettera firmata

Nel cuore del porto di Forio, tra le barche ormeggiate e il suono del mare, si è svolta una storia di amore, impegno e – purtroppo – anche di dolore. Una storia che parla di vita, di rispetto per gli esseri viventi e della responsabilità che ognuno di noi dovrebbe avere verso ciò che ci circonda.

Tutto ha avuto inizio quando una volontaria, spinta da una profonda empatia verso gli animali, ha deciso di prendersi cura di dieci piccoli di germano reale, rimasti orfani dopo che la loro mamma era stata ferita da un cane durante la cova. Nonostante la difficoltà, con dedizione e pazienza, i piccoli sono stati cresciuti e accompagnati passo dopo passo verso una vita in libertà.

Con l’aiuto di Gianni, una figura instancabile che presidia il porto dalle 6 del mattino alle 22, i giovani germani sono stati reinseriti nel loro habitat naturale. È stato un lavoro delicato: i piccoli non erano abituati alla vita selvatica e hanno dovuto imparare a interagire con il gruppo e con l’ambiente circostante. Grazie a questo impegno collettivo, la famiglia si era finalmente stabilita tra le acque tranquille del porto.

Purtroppo, la crudeltà e l’indifferenza dell’uomo non hanno tardato a manifestarsi. Dopo alcune settimane, il primo colpo al cuore: uno dei giovani germani è stato trovato morto. Si è subito pensato a un gesto irresponsabile da parte di qualcuno. Ma il dolore si è aggravato pochi giorni fa, in coincidenza con il “giovedì foriano”, quando un secondo piccolo è stato ritrovato senza vita lungo la carreggiata. Anziché essere soccorso o segnalato all’ASL, è stato gettato nella spazzatura come fosse un rifiuto qualsiasi. Un gesto che rivela una disumanità allarmante.

Quella notte, qualcosa è accaduto. Le anatre superstiti sono apparse terrorizzate, nascoste, come se avessero vissuto un trauma. Alcune testimonianze parlano di ragazzini che avrebbero rincorso e disturbato gli animali, forse per gioco, forse con intenzioni peggiori. Il risultato, però, è sempre lo stesso: due vite spezzate e un gruppo di animali selvatici che ora vive nella paura.

Durante il giorno, i germani vengono ancora disturbati da alcuni passanti, ma per fortuna spesso c’è chi interviene. Di notte, però, resta il buio anche su ciò che accade.

Questo non è più tollerabile.

Gli animali non sono giocattoli. Hanno una vita, provano emozioni, hanno diritto al rispetto. Chiediamo con forza a chiunque si trovi a passare dal porto di non disturbare in alcun modo la loro presenza. Rispettate i loro spazi e la loro quiete.

Facciamo appello anche ai genitori: insegnate ai vostri figli il valore del rispetto per gli animali, spiegate loro che la natura non è un parco giochi, ma un ecosistema fragile che va protetto. Le anatre, come ogni essere vivente, hanno diritto a vivere in pace, senza paura, senza minacce.

Noi volontari siamo affranti per la perdita dei nostri due piccoli germani e profondamente delusi da chi, pur essendo chiamato “essere umano”, dimostra ogni giorno di esserlo sempre meno.

Abbiate rispetto. Per la vita. Per la natura. Per ciò che ci rende davvero umani: l’empatia.

Roberta Marchetti e Claudia Conte

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Redazione

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