«LA BATTAGLIA DEL PIEDE FRANCO NELLA CONFERENZA NAZIONALE SULLA VITICULTURA»

«LA BATTAGLIA DEL PIEDE FRANCO NELLA CONFERENZA NAZIONALE SULLA VITICULTURA»

Guidata da Gaetano Cataldo, l’associazione Identità Mediterranea ha già firmato gesti che hanno il sapore dell’epica: “Mosaico per Procida”, la bandiera delle Città del Vino consegnata a Villa Arbusto a Lacco Ameno, sacrario laico della memoria mediterranea. Ora la battaglia si sposta a Ercolano.  L’8 settembre 2025, dalle 9.30 alle 13, a Villa Campolieto in Corso Resina n.283, docenti, scienziati, enologi, giornalisti e uomini di vino si ritroveranno per la Conferenza Nazionale sulla Viticoltura a Piede Franco

Sull’isola di Ischia, sotto il sole che brucia come ferro arroventato, resistono ancora piccoli cimiteri eucaristici di viti. Non collezioni da museo: nervi scoperti della terra, vene antiche che trasudano memoria. In quei tralci dimenticati palpita la stessa forza che, secoli fa, spinse i Campi Flegrei a farsi culla di una viticoltura ancestrale e crudele, complice il mare, complice il commercio, complice la sete di uomini che cercavano vino come si cerca il sangue. E sì: a Ischia le viti a piedefranco non sono leggenda. Esistono. Esili, sparute, quasi invisibili. Superstiti di una guerra troppo lunga. Non abbastanza numerose da riempire bottiglie, ma sufficienti a trafiggere la coscienza di chi sa guardare. Qualche pianta tra i filari nobili, un cespuglio aggrappato all’Epomeo, relitti sparsi in vigneti abbandonati: reliquie di una civiltà contadina che muore in silenzio, rischiando di consegnare la terra alla fillossera come un corpo inerme al morso della peste.

Eppure l’isola resiste. Testarda, segreta, nasconde ancora nomi da sussurrare come preghiere: Guarnaccia, Cannamela, San Lunardo. Varietà dimenticate, condannate all’oblio dalla modernità distratta. Ombre di un passato che non vuole morire. Recuperarle non sarebbe soltanto viticoltura: sarebbe rivoluzione. Trasformare un nemico – la fillossera – in alleato della memoria. Restituire voce a un mercato affamato di radici. Dare di nuovo un’anima ai borghi ischitani e accendere, nelle vene del turismo, la miccia dell’enoturismo. Il vino come destino, come attrattore, come detonatore di vita. Dal 2016 Identità Mediterranea – nome e vessillo – presidia questo fronte come un soldato testardo. Guidata da Gaetano Cataldo, l’associazione ha già firmato gesti che hanno il sapore dell’epica: “Mosaico per Procida”, la bandiera delle Città del Vino consegnata a un museo, Villa Arbusto, sacrario laico della memoria mediterranea. Ora la battaglia si sposta a Ercolano, cuore di pietra e di fuoco del Vesuvio.  L’8 settembre 2025, a Villa Campolieto, docenti, scienziati, enologi, giornalisti e uomini di vino si ritroveranno per la Conferenza Nazionale sulla Viticoltura a Piede Franco: “Progresso ed evoluzione per un sistema integrato di difesa, preservazione e valorizzazione”. Non un convegno: un assedio. A stringere il cerchio intorno al piedefranco, un parterre di nomi pesanti: Roberto Cipresso, winemaker e scrittore di fama internazionale; Luciano Pignataro, docente e voce militante dell’enogastronomia; Marco Serra, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno; il ricercatore Stefano Del Lungo, che legge nelle vigne antiche la scrittura della terra; l’agronomo Gaetano Conte, chirurgo delle radici; la professoressa Teresa Del Giudice, custode severa dell’economia agraria.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali: Gennaro Miranda per la Fondazione Ville Vesuviane, l’onorevole Alessandro Caramiello, Gennaro Saiello per la Regione Campania, Angelo Radica per le Città del Vino, lo stesso Marco Serra. A moderare, come un direttore d’orchestra con in mano una spada, Gaetano Cataldo, fondatore di Identità Mediterranea e sommelier consacrato dal Merano Wine Festival. Gli obiettivi? Gridare al mondo l’importanza della viticoltura a piedefranco. Difenderne la biodiversità genetica come si difende l’onore di una città assediata. Discutere di sostenibilità ambientale, sociale, economica. Disegnare un indotto nuovo, capace di restituire vita ai borghi. Persino ipotizzare un Protocollo Integrato per salvare non solo la vite, ma l’intero sistema agricolo, oggi smarrito tra industria e oblio. Identità Mediterranea, nata il 12 luglio 2016, lo sa bene: la battaglia per il piedefranco non è nostalgia. È futuro. È la memoria che si fa avanguardia. È la terra che, nonostante tutto, rifiuta la resa. Perché a Ischia, A Capri, a Ercolano, nei Campi Flegrei, la vite non è pianta. È carne. È destino. È bandiera.

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Graziano Petrucci

Graziano Petrucci

Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli è iscritto all’Ordine degli avvocati. Giornalista pubblicista, si è perfezionato con un master a La Sapienza in «Geopolitica e sicurezza globale» e ha frequentato il master in «Intelligence e Sicurezza» presso La Link Campus University di Roma. Cura la rubrica «Caffè Scorretto» per il quotidiano di Ischia e Procida Il Golfo. Componente dell’associazione «Studi Tradizionali e filosofici Raimondo Di Sangro» di Napoli che si dedica allo studio delle civiltà del passato per una migliore conoscenza del presente. Scrive brevi racconti per «La rivista intelligente.it». Si occupa di comunicazione.