Il Trentino sarà responsabile con chi è responsabile, i non trentini tornino a casa loro
«A livello nazionale le norme sono diverse, ma il messaggio che vogliamo dare è che il Trentino sarà responsabile con chi è responsabile; il Trentino non potrà esserlo con chi è irresponsabile e si trova sul nostro territorio in modo non legale» – ha detto il leghista Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento.
Prosegue ancora: «alle persone nelle seconde case e quindi in villeggiatura chiediamo loro di rientrare a casa loro perché sono qui in forma di irregolarità». Dello stesso avviso è anche il governatore dell’Alto Adige, Arno Kompatscher.
Cosa intende Fugatti?
Il Leghista intende chiarire che, a fronte di una eventuale emergenza sanitaria in Trentino, le regole nazionali sono una cosa diversa dalle regole della Provincia Autonoma e che chi viene da fuori non verrà curato a spese dei Trentini.
In perfetto stile leghista, il Presidente ribadisce la linea generale e praticamente invita turisti e proprietari di seconde case ad andare via dal Trentino.
Peccato, però, che solo una settimana, in piena emergenza sanitaria il leghista Fugatti invitava ad andare tutti sulle Dolomiti in vacanza: “perché l’Italia è un paese sicuro, visita il Trentino”, in un post del 5 marzo scorso, seguito da un post della Lega Giovani Trentino, datato 7 marzo, in cui si diceva a chiare lettere “il Trentino non si ferma.”
Della sua di responsabilità sulla decisione di tenere aperti gli impianti sciistici quando era evidente che rispettare la regola della distanza di sicurezza, in coda o nei rifugi, era quasi impossibile, Fugatti non fa menzione ed invece dovrebbe, perché questo dovrebbe fare la politica: prendersi responsabilità.
A Fugatti basti la lezione di Puglia, Sicilia e Campania che, con grande spirito di solidarietà, hanno destinato i propri posti letto ospedalieri per i non campani, i non pugliesi e i non siciliani, e non perché fossero sul loro territorio per turismo (anche se casi di questo genere pure ci sono) ma perché l’etica e il senso di comunità sulla salute delle persone impone uno sforzo comune. Così come i medici e gli infermieri ci insegnano in queste lunghissime giornate in tutto il Paese.
Ed è proprio un medico, il presidente dell’Ordine dei Medici trentini, Marco Ioppi, che inchioda il leghista alle responsabilità civili e morali, responsabilità che ha chi quella emergenza sanitaria reale o eventuale andrà a combatterla per davvero: “Il codice, in armonia con i principi etici di umanità e solidarietà e civili di sussidiarietà, impegna il medico nella tutela della salute individuale e collettiva vigilando sulla dignità, sul decoro, sull’indipendenza e sulla qualità della professione. I doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

