Covid-19 e la droga non si ferma
A Napoli non si ferma lo spaccio di sostanze stupefacenti, nonostante l’emergenza Coronavirus, che vieta qualsiasi tipo di spostamento.
Nei giorni scorsi, infatti, i Carabinieri, su segnalazione di alcuni cittadini, hanno compiuto mirati servizi di pattuglia volti a contrastare lo spaccio di droga in una zona a ridosso dell’area che circonda Secondigliano.
Ieri notte, gli agenti del commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno notato un uomo che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi.
I poliziotti l’hanno fermato trovandolo in possesso di un involucro di marijuana e della somma di 40 euro e inoltre, presso l’abitazione dell’uomo, hanno rinvenuto altri 670 euro e, nel vano dei contatori elettrici, 41 bustine di marijuana e 20 involucri di cocaina.
Il periodo dunque non è certamente favorevole per corrieri di droga e pusher. Il tutto a seguito dei massicci controlli svolti anche in provincia di Napoli dai carabinieri per verificare il rispetto delle restrizioni dei D.P.C.M. emanati per il contenimento dell’emergenza sanitaria legata al COVID-19.
Numerose sono state però anche le violazioni, infatti, con le nuove disposizioni, le maggiori piazze di spaccio dovranno fare a meno delle vedette e ci saranno sicuramente problemi anche per i clienti che saranno sorpresi a girare per strada.
Il traffico di droga comunque continua indisturbato. L’escamotage è la consegna a domicilio, che prima era un lusso riservato agli abitanti di Chiaia e Posillipo e che invece negli ultimi giorni si sta estendendo a tutta la città e provincia.
Naturalmente a prezzo maggiorato, perché nella tariffa solita vengono inclusi la comodità di ricevere le dosi direttamente presso l’abitazione del richiedente, ma anche per il rischio che corre il pusher.
Così una dose da dieci euro può arrivare a costarne trenta, fatti salvi sconti in caso di più dosi allo stesso domicilio. Il corriere, di conseguenza, riceverà uno stipendio maggiore dal suo datore di lavoro, non tanto per la denuncia relativa al decreto quanto per il rischio maggiore di essere fermato e arrestato.
Lo spaccio quindi non ha paura del contagio Covid, anzi sembra trovare numerose strategie per contrastare i controlli a tappeto delle forze dell’ordine che stanno facendo un lavoro molto solido e a rischio.

