“Vedi Napoli e poi muori? È esattamente l’opposto!”

L’articolo sul Fatto Quotidiano che ci ha fatto divertire e sentire orgogliosi

Siamo stati abituati così male dai media nazionali che un articolo sul Fatto Quotidiano, firma Ricky Farina, appare un miraggio. Un articolo ironico e divertente, che, però, non sottovaluta la verità e l’umanità della sperimentazione che è partita da Napoli, con quel farmaco, ormai famoso, dal nome però impronunciabile: il Tocilizumab.

Se dall’Eco di Bergamo fino al comunicato de La Roche, passando per la Stampa, Napoli e il team del Prof. Paolo Ascierto avevano perduto qualsiasi riconoscimento in Italia, già Il New York Times aveva provveduto ad un articolo che inorgoglirebbe qualsiasi Napoletano, anche il più restìo alle lodi.

Ma scrive Ricky Farina su “Il Fatto”:

“Il farmaco della salvezza possibile viene dall’Istituto dei tumori Pascale con sede a Napoli, si dice vedi Napoli e poi muori? Signori miei, è esattamente l’opposto! A Napoli sta maturando la salvezza, stanno usando un farmaco che potrebbe estubare tutta l’Italia dal respiratore dell’angoscia e dell’incertezza. Questa salvezza ha l’odore del caffè sospeso, quel caffè che ogni napoletano lascia in sospeso per il prossimo, e il prossimo siamo noi, tutti noi. Ricordatemi di comprare un santino di Maradona, lo so, non c’entra molto, ma anche Padre Pio che cosa c’entra con un Presidente del Consiglio?”

(Qui l’articolo completo:https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/16/coronavirus-meno-male-che-dicevano-vedi-napoli-e-poi-muori-tocilizumab-salvaci/5734139/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook#Echobox=1584354789)

Ogni tanto leggere qualche riga di riconoscimento per il lavoro che Napoli, da sempre, fa nella ricerca e nella sperimentazione, anche con quei pochi mezzi e investimenti a disposizione, fa bene all’anima. Grazie a Ricky Farina che, se dovesse passare da Napoli, quando avremo tutti superato l’emergenza, ha un caffè non sospeso, ma pagato.

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Redazione

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