Il Coronavirus e la crisi della società europea

Vache ‘e Press – Riflessione express

La realtà è questa, inutile girarci intorno. Stiamo vivendo un tempo assurdo, dispotico, distopico, chiamatelo come meglio vi pare, la situazione non cambia!

Il Covid-19 ci ha messo davanti a tantissime verità che media, individui colti, ministri, specialisti, medici e salumieri fanno difficoltà a comprendere. Forse ognuno la comprende a modo proprio e il problema sta in come comunicarlo agli altri. Premettiamo che la rete contiene tutto, ma non tutti. La rete diffonde libertà e verità, ma anche una marea immensa di sciocchezze.

Adesso come si fa a formulare una piccola analisi che sia funzionale ai lettori?

Ecco a voi diverse chiavi di lettura:

– Europa, il concetto sta rivelando per il momento il fallimento ideologico ed economico di questa aggregazione umana, forse proprio per il virus: non dovremmo stare troppo vicini, ecco perché molti di noi pensano che questa sia la volta buona che ne usciamo. Che dire? Ne vogliamo uscire per creare un ipotetico miglioramento economico della situazione nazionale? Beati voi che ci credete!

– Dopo l’esperienza italiana molti di noi creduloni hanno pensato che l’Europa ci prendesse sul serio e invece no, non ci prende sul serio, a meno che non si canti al balcone: Spagna, Francia e Germania hanno e stanno ancora tentennando, ripercorrendo gli stessi passi che noi abbiamo ritenuto, all’inizio della diffusione del virus, esagerati. Viene da chiedersi: a che cosa serve l’Europa se ognuno fa quello che ritiene necessario? Che fine ha fatto il parlamento europeo? Non era forse il caso di fermarsi tutti e di ragionare insieme? Come una piccola riunione di condominio? Se in Italia ci sarà un calo di contagi, come la mettiamo con i confini, i trasporti? Siamo solo virtualmente collegati su di un unico pianeta o qualcuno ha proposto per anni delle cartine geofisiche del globo falsate?

– La Cina, l’America: se prendiamo in esame le due nazioni si parla di potere, di complottismo e di egemonia, mi dispiace, ma in questo momento è l’unica opinione possibile.

La Cina ha per prima fronteggiato questo flagello endemico (?) con rigore e perseveranza. Non sto qui a scrivere delle teorie che già da tempo circolavano sulla presunta volontà di fare pulizia interna di alcune fasce di popolazione. Quello che però mi vien da pensare è: perché adesso estendere il loro aiuto a tutti noi italiani, per puro spirito di fratellanza o per aiutare la salute in Europa come fu portata la libertà alla fine della Seconda guerra mondiale? Il dubbio è lecito, anche perché l’Europa costituisce un punto nevralgico delle economie mondiali. Ergo?

– America. Egemonia, potere, la mentalità dei vincenti, gli americani sono gli squali nell’economia mondiale basata sulla strategia del carisma, del cinema e del benessere bianco. Sono stati loro a iniziare il tutto? Hanno bisogno anche loro dell’Europa come passaggio delicato verso l’Africa, dopo il Medio Oriente? Quale immagine devono costruire in noi europei per permettersi di continuare nelle loro imprese? Trump, sapete cosa significa il verbo to trump in inglese?

Queste sono tutte supposizioni pessimistiche e maliziose. Non prendetele sul serio.

– L’Inghilterra? Lasciata a posta per ultimo. Quelli della mia generazione, che oltre a venerare il carisma di Churchill e la longevità della Regina, sono amanti della loro letteratura e della loro musica, rimangono perplessi. Johnson, presunto amante della cultura umanistica, ha perso il senno? Con le sue dichiarazioni iniziali sembrava Salvini ai tempi d’oro! Il virus sta cambiando il tempo della politica (non solo) e sebbene gli estremismi e i suoi rappresentati vivano periodi di gloria, proprio per le scelte drastiche da prendere in situazioni estreme, allora questi stessi “uomini radicali” devono comprendere anche che, questa supposta gloria, viene velocemente e va via molto più velocemente. E con questo non sto invitando il nostro “Governator” De Luca a fare la lotta con Conte sui decreti sicurezza. Mi sa che i ruoli e le gerarchie siano chiari a tutti!

Insomma per concludere: chi si mette in situazioni ambigue, anche se non lo ha voluto, deve poi subirne le conseguenze. Conviene dunque pensare e riflettere insieme, se vogliamo far sopravvivere l’Europa come concetto di unione e condivisione, anche in economia.

Qui pare che nessuno ne abbia voglia!

E noi Italiani? Ci vedono come un esempio di umanità tutti: e dov’è questa umanità se gli inglesi dicono che gli anziani possono morire, i francesi fanno i puffi in piazza, e i tedeschi discutono sull’egemonia del sistema federale? Mah, eppure io mi chiedo: perché i nostri fratelli europei e quelli americani hanno finito la carta igienica?

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Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli

Raffaele Mirelli: Dottorato di ricerca in filosofia morale presso la facoltà di filosofia di Friburgo Albert-Luedwigs Universitaet. Scrittore e divulgatore filosofico, fonda e dirige da sei anni il festival internazionale di filosofia di Ischia e Napoli. Lavora con le istituzioni del territorio nazionale in campo amministrativo e scolastico sul concetto etico di appartenenza e cultura delle identità globali.