L’attacco inaudito al Prof. Ascierto dell’Istituto Pascale di Napoli consumatosi su Rai Tre
Una brutta pagina di televisione si è consumata ieri sera su Rai Tre, dove in collegamento da Milano, il Dott. Galli dell’Ospedale Sacco, ha praticamente accusato il dott. Ascierto dell’Istituto Pascale di “campanilismo”nel prendersi il merito della sperimentazione del farmaco Tocilizumab che sta dando ottimi risultati in tutta Italia, grazie all’intuizione del Pascale in collaborazione con i medici cinesi. Brutta televisione quella che non permette una replica doverosa alle accuse e agli attacchi, ma di questo ringraziamo (si fa per dire) anche Bianca Berlinguer.
Chi di noi non aveva previsto tutto ciò? Pochi, a dire la verità. Il Prof. Galli ha praticamente rivendicato la sperimentazione del farmaco a Bergamo, minimizzando la ricerca (ufficiale) del prof. Ascierto. E ma fortunatamente, carta canta, e perfino il New York Times ha riconosciuto al Pascale di Napoli la paternità della prima sperimentazione in Italia al Prof. Ascierto.
È inaudito quello che è accaduto. È inaudito che un collega si rivolga in quel modo in televisione senza che la controparte possa almeno replicare a dovere. È inaudito che la spocchia del settentrionale che tutto pensa di sapere e fare possa travisare la realtà delle cose senza che nessuno intervenga a ripristinarla.
È inaudito che la paternità della sperimentazione fatta a Napoli dal Pascale venga messa in dubbio e/o minimizzata solo per non oscurare l’idea di una sanità settentrionale maggiormente efficiente. La medicina non dovrebbe mai entrare nelle questioni politiche, ed in questo la risposta del Dott. Ascierto,sulla pagina del Pascale, insegna come si sta al mondo: «In un momento di emergenza come questo, tengo a precisare che il lavoro di brain storming fatto con il dr Franco Buonaguro e le giovani oncologhe Claudia Trojaniello e Maria Grazia Vitale, la discussione “cruciale” fatta con il dr Ming, la professionalità dei dr Montesarchio, Punzi, Parrella, Fraganza e Atripaldi dell’Ospedale dei Colli, il supporto dei nostri Direttori Generali Bianchi e Di Mauro e del nostro Direttore Scientifico Dr Botti, sono tutti elementi che ci hanno portato sabato 7 marzo ad incominciare a trattare i primi pazienti al Cotugno di Napoli.
Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato. In questa fase, non è importante il primato. Quello che abbiamo fatto è comunicarlo a tutti affinché tutti fossero in grado di poterlo utilizzare, in un momento di grande difficoltà. Non solo. Grazie alla grande professionalità del dr Franco Perrone del Pascale, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per AIFA che ha avuto un riscontro positivo. Il nostro deve essere un gioco di squadra e la salute dei pazienti è la cosa che ci sta più a cuore. Andiamo avanti con cauto ottimismo … nel frattempo parte la sperimentazione di AIFA. Ce la faremo di sicuro!»
È triste constatare ancora una volta che la contrapposizione Nord/Sud si riveli anche per un farmaco che potrebbe aiutare proprio il Nord così duramente colpito dal contagio, che conta numerosi deceduti, proprio in Lombardia e che potrebbe beneficiare, ad oggi più di altre Regioni, degli effetti positivi di questo farmaco che, ricordiamolo, agisce sulla polmonite severa da Covid-19, permettendo di alleggerire quelle terapie intensive e quei posti letto di cui il Nord è saturo.
La medicina non si pone confini, il Prof. Ascierto, ce lo ha spiegato bene in questi giorni: serve la collaborazione di tutti. Di questa acredine, non ce ne facciamo niente. Siamo orgogliosi di Lei, Prof. Ascierto. E siamo orgogliosi della professionalità ed umanità dei nostri Ospedali. Ce la faremo, andiamo avanti.

