REFERENDUM GIUSTIZIA, GENNARO SAVIO: “VOTARE NO PER DIFENDERE AUTONOMIA MAGISTRATURA E COSTITUZIONE”

REFERENDUM GIUSTIZIA, GENNARO SAVIO: “VOTARE NO PER DIFENDERE AUTONOMIA MAGISTRATURA E COSTITUZIONE”

Chi ha un minimo di coscienza democratica, vota NO al solo pensiero che la suddetta riforma di separazione delle carriere era prevista dal Piano di Rinascita Democratica promosso dalla Loggia P2 fondata da Licio Gelli il quale sosteneva che “Il punto fondamentale è il controllo del potere esecutivo sulla magistratura da raggiungere con la separazione delle carriere”

Domenica prossima 22 marzo e lunedì 23, il popolo italiano è chiamato alle urne per esprimersi sulla controriforma della giustizia voluta dal governo Meloni. Da comunista, erede dei principi e della coerenza marxista-leninista che ha contraddistinto per una vita intera l’attività politica, sociale e giornalistica di mio padre Domenico Savio, fondatore e storico Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, è innanzitutto necessario sottolineare che nel sistema economico e sociale capitalistico dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dei diritti negati alle masse popolari, la giustizia è una sovrastruttura di questo stesso sistema che risponde alle leggi che i partiti politici borghesi approvano in Parlamento. Leggi che legalizzano lo sfruttamento padronale e che producono le tante ingiustizie sociali di cui sono vittime sacrificali sempre i semplici cittadini, i cosiddetti poveri cristi che appartengono alle classi sociali più deboli e dunque tutti coloro che non fanno parte del cerchio magico dei potentati politici ed economici. Ciò premesso, rispetto ad altri Paesi a sistema economico e sociale capitalistico, grazie al determinante apporto dato per la sua stesura nel dopoguerra dai dirigenti dell’ex Partito Comunista Italiano, partito all’epoca ancora lontano dalla completa deriva revisionista, l’Italia repubblicana da sempre ha avuto la Costituzione più avanzata e progressista dei paesi occidentali. Una Costituzione che anche per questo va difesa in modo particolare negli articoli che tutelano i principi democratici e di uguaglianza, proprio quelli guarda caso sempre poco applicati, o addirittura ignorati, nei decenni dai governi democristiani, socialisti, del cosiddetto pentapartito, del centrodestra e dai governi del cosiddetto centrosinistra sostenuti anche dai falsi partiti comunisti come quello di Rifondazione, tanto per fare un solo esempio storico. Tra gli Articoli da difendere ci sono sicuramente quelli che garantiscono l’indipendenza della magistratura dal potere politico. Quella indipendenza che la controriforma della destra al governo vorrebbe mettere in discussione con la divisione delle carriere dei magistrati e lo sdoppiamento del Consiglio  Superiore della Magistratura. Chi ha un minimo di coscienza democratica, vota NO al solo pensiero che la suddetta riforma di separazione delle carriere era prevista dal Piano di Rinascita Democratica promosso dalla Loggia P2 fondata da Licio Gelli il quale sosteneva che “Il punto fondamentale è il controllo del potere esecutivo sulla magistratura da raggiungere con la separazione delle carriere.”

La separazione delle carriere porterà inevitabilmente ad una sostanziale ridefinizione degli equilibri istituzionali fra il potere giudiziario e quello esecutivo che risulterebbe rafforzato rispetto al primo.

Per i comunisti la battaglia per il NO, sebbene di retroguardia, va combattuta perché la Costituzione antifascista, seppur borghese e capitalistica, va sempre difesa senza se e senza ma dai tentativi di modifica in senso reazionario, in questo caso nella parte relativa alla giustizia. E questo in attesa di tempi migliori per cui la nostra Carta Costituzionale possa essere modificata si, ma in senso socialista, in modo tale da garantire concretamente, e non solo sulla “carta” è proprio il caso di dire, condizioni di uguaglianza economica e sociale a tutti i cittadini italiani a cui assicurare  un’esistenza dignitosa in un Paese dove i diritti fondamentali quale quello alla salute, al lavoro, allo studio  e alla casa, vengano finalmente garantiti a tutti e non siano un privilegio solo per pochi.

In questo caso il NO al referendum sulla giustizia, per i comunisti rappresenta anche uno straordinario valore politico contro chi lo ha proposto: e cioè l’attuale governo di destra e reazionario che a sua volta è alleato di governi guerrafondai che stanno spingendo l’umanità nel burrone di una terribile guerra globale che per certi aspetti sarà ancora peggiore e più estesa di una terza guerra mondiale.

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Gennaro Savio

Gennaro Savio

Attraverso la mia attività politica, sociale e giornalistica cerco con impegno ed umiltà di dare quotidianamente voce ai senza voce e agli sfruttati dell’infame società capitalistica. Per migliorare sin da subito le condizioni di vita delle masse popolari e per costruire, in prospettiva, un mondo migliore basato sui valori della pace e sull’uguaglianza economica e sociale di tutti i cittadini.