Borrelli e la condivisione di quelle fake news che sporcano la nostra terra

Borrelli e la condivisione di quelle fake news che sporcano la nostra terra

In questo momento delicato, i nostri veri eroi sono medici, infermieri, personale sanitario e tutte le forze dell’ordine

Il più social dei Consiglieri che abbiamo, Francesco Emilio Borrelli, ci ha deliziato ieri (su Facebook, s’intende) con la pubblicazione della sua “interrogazione a risposta scritta sul presunto comportamento irresponsabile di un primario dell’Ospedale Cardarelli, probabile causa di contagio da Coronavirus tra i sanitari”. Sarebbe una forma di rispetto della cittadinanza pubblicare cose di questo tipo, cittadinanza che tanto dice di amare, se almeno controllasse le sue fonti però – che pare siano semplici post scritti da persone che seguono la sua pagina – prima di inveire contro qualcuno, come un leone da tastiera che condivide notizie false, facendone addirittura “interrogazioni a risposta scritta”. Eppure è un giornalista e certe cose dovrebbero essere prassi.

Il post che Borrelli ha usato come prova è: “E che ne diciamo della primaria del Cardarelli che è andata in visita a «parenti» a Milano dove ha contratto il virus e poi non contenta rientrata a Napoli ha partecipato ad una riunione interna sul tema Covid-19 e per finire ad una cena tra colleghi; ciliegina sulla torta è stata in reparto nonostante avesse la febbre. Epilogo di tutta questa minchiata il Cardarelli è in ginocchio – tantissimi primari contagiati”.

Ebbene, sì. La fonte che Borrelli ha usato per “un’interrogazione a risposta scritta”, è un post di Facebook di un utente di cui ha poi anche cancellato il nome.

Ma vediamo nel dettaglio il contenuto di questo post: si evince che la primaria del Cardarelli abbia contratto il virus a Milano, per una visita a dei parenti e che si sia poi recata a lavoro, con la febbre, e che poi abbia partecipato ad una riunione con altri colleghi e poi ad una cena, sempre con dei colleghi. Alla fine di tutta questa storia, il Cardarelli sarebbe risultato in ginocchio per il contagio di massa di molti primari.

Se Borrelli avesse fatto come “Il Riformista”, e avesse chiesto – come giornalismo vuole –alla famiglia della primaria in questione (di cui, tra le altre cose, Borrelli ha violato la privacy), avrebbe concluso che la signora non solo non si è mai recata a Milano, ma non si è recata nemmeno in ospedale con la febbre, perché ai primi sintomi è rimasta a casa come da prassi. Non ha nemmeno partecipato a una cena tra medici, fatto smentito anche da  “Repubblica”.

C’è da chiarire anche che, come precisato dalla Direzione del Cardarelli proprio nella giornata di ieri, in seguito alle numerose notizie false e pretestuose che si sono avvicendate, l’ospedale non è affatto in emergenza in termini di medici e che, se è verosimile che durante una riunione interna possono esser stati contagiati 9 (e non 249) medici, come dichiarato dal Cardarelli, è pur vero che l’origine del contagio non è stata ancora individuata.

Ed è ai medici del Pronto Soccorso del Cardarelli, in prima linea nell’emergenza, che mostriamo solidarietà in questa vicenda, di cui condividiamo le parole scritte, giustamente al Presidente della Regione De Luca, in merito alla faccenda e che “si dichiarano disgustati per il modus operandi del suddetto consigliere (Borrelli, ndr). Questi ha assunto deliberatamente un grave tono accusatorio, additando il nostro Primario come untore, in base a notizie diffuse sui social media e non prima verificate, come prevede la deontologia giornalistica. Tale accusa sarebbe gravissima, considerando l’aggravante penale e amministrativa che a compiere tale misfatto sarebbe un medico”.

I dottori dell’Ospedale napoletano invitano poi il presidente a dissociarsi dall’operato del consigliere, “per favorire la serenità e coesione di intenti necessarie a fronteggiare questo drammatico periodo di emergenza sanitaria”.

Ci dissociamo anche noi dall’operato di Borrelli e consigliamo pertanto al Consigliere, dato il suo seguito, di verificare le sue fonti e di non partecipare anche questa volta al contagio più infimo che questa terra abbia vissuto in epoca moderna: lo “sputtanapoli”. Di cui tristemente e con troppa superficialità si fa troppe volte bandiera.

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Gigi Lista

Gigi Lista

Sono un attivista a difesa dei territori e la cultura millenaria delle nostre identità. Il mio sentimento antisistema mi ha portato a sviluppare dei canali per creare piattaforme d'informazione libera che possano battere colpo su colpo contro le infamie e la disinformazione mainstream. Combattere è la mia vita, insorgere è giusto!