Il coraggio di avere paura

Il coraggio di avere paura

Questa è la lettera di un nostro lettore che ci ha esposto un quesito molto importate. Lui lavora in Germania e deve are rientro a Ischia e vuole seguire tutte le norme del caso. Ha due problemi, il primo ha i genitori che sono malati oncologici, il secondo la moglie e il figlio che sono sani. Il quesito che ci pone è: Dove vado a fare la quarantena?

Effettivamente i nostri sindaci non hanno calcolato questa eventualità e si pensa che sia il caso che corrano ai ripari. Diano un alloggio a tutti coloro che fanno rientro sull’isola, dando segno di grande responsabilità nei confronti della collettività.

Di seguito la lettera del nostro lettore:  

Come spesso capita a noi ischitani, anche questa volta, avevamo ampiamente previsto i danni  che il sisma Coronavirus avrebbe cagionato alla nostra isola.

La prima ordinanza dei sindaci, inusuale per tempismo e lungimiranza, aveva generato in me l’illusione, che per una volta, l’isola si stesse muovendo nella direzione giusta, in anticipo rispetto al resto del paese. Evidentemente, però, la nostra credibilità ha raggiunto dei livelli così bassi da non essere in grado di sollevare nemmeno dei dubbi nell’opinione pubblica e nelle altre istituzioni e così l’ennesima, meritata (visti i trascorsi comunicazionali) vangata di letame ci è stata spalata in faccia, benedetta dal plauso nazionale.

Ed ora, nel momento di – spero- maggiore difficoltà, cosa fanno i conti sei comuni? Le solite cose a metà.

L’isola è praticamente chiusa ma chi come me torna a casa, pronto a rispettare la più rigida delle quarantene, se non ha un appartamento libero, si fotte.

O meglio fotte tutti, perché la non osservanza delle regole anticontagio non è un problema apparentemente solo agli eventuali portatori del virus e alle loro famiglie, è un potenziale dramma per l’intera comunità.

Allora-mi domando da giorni- perché non avere il coraggio di chiedere ai tanti albergatori di mettere a disposizione qualche stanza, magari depandance, per tutti coloro i quali sono di ritorno sull’isola(decine di ischitani sono ancora all’estero per la stagione invernale) o per chi è stato a contatto con i positivi o con le persone  loro vicine?

E perché, in caso di rifiuto degli imprenditori, non avvalersi degli strumenti forniti dai vari decreti regionali?

Forse perché abbiamo perduto il coraggio di avere davvero paura.

L’unica in grado di toglierci il sonno è quella di un conto in rosso; la morte, tutto sommato, non è poi una grande tragedia!

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Redazione

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