Scuole chiuse e approcci tecnologici

Scuole chiuse e approcci tecnologici

Le scuole sono chiuse fino al 3 aprile. La sospensione dell’attività didattica delle scuole e università italiane, annunciata nella serata del 4 marzo dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, è stata prorogata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il decreto del 9 marzo.

Una chiusura forzata che in alcune Regioni, come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è iniziata ancora prima e raggiungerà, al netto di ulteriori aggiornamenti, circa 30 giorni di lezione effettiva.

Il sistema scolastico, che coinvolge anche mense, cooperative, psicologi, potrebbe risentire fortemente di questo stop sotto diversi punti di vista.

Il mondo della didattica, però, non si è fermato: sono moltissimi gli istituti e i docenti che hanno continuato a erogare il servizio online, attraverso piattaforme digitali.

Nella tragedia di un’emergenza con gravi conseguenze per il nostro Paese è arrivata l’occasione per testare la famosa  “scuola digitale”.

La chiusura forzata delle scuole ha portato a un’accelerazione del passaggio verso la didattica a distanza attraverso supporti digitali. Le esperienze, però, sono molto diverse e variano non solo a seconda dell’Istituto, ma anche dei singoli docenti.

Molte lezioni si svolgono in videoconferenza, uno strumento importante perché permette di mantenere il contatto con gli studenti, ma non basta. Le lezioni a distanza devono essere integrate con una serie di attività didattiche gestite e organizzate su piattaforme dedicate, che offrono grandi possibilità di interazione, con il rispetto per la privacy e la gestione dei dati degli studenti: è possibile assegnare dei compiti, verificare che siano stati svolti, programmare le attività e le scadenze. Alcune piattaforme, inoltre, permettono di monitorare l’apprendimento, in misura ancora maggiore rispetto al lavoro in classe, con tanto di verifica finale.

Gli studenti sono felici di affrontare questa nuova sfida,soprattutto gli adolescenti, infatti una volta individuata e installata la piattaforma si sono attivati gli insegnamenti da remoto. Tutti i docenti stanno facendo lezione con il normale orario. Il dato più positivo è legato alla soddisfazione: gli studenti rispondono bene ci sono anche molti meno assenti che con la didattica tradizionale.

Un risultato che, però, è frutto di un lavoro che dura da tempo ed e non solo digitale ma merito dei docenti che si rendono disponibili all’approccio con le nuove tecnologie performanti.

Questa è un’opportunità anche per sviluppare o implementare la didattica progettuale: i ragazzi possono sfruttare questo momento per realizzare attività creative, lavorando da remoto in modo organizzato e flessibile: un ottimo allenamento anche per il mondo del lavoro o un percorso universitario.

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.