NON ASPETTIAMO IL 2027. LA CAMPANIA DEVE INTERVENIRE SUBITO CON ALBERI, DEPAVIMENTAZIONE E GESTIONE DELLE ACQUE
NAPOLI – «Non possiamo limitarci a registrare, estate dopo estate, l’aumento delle temperature e la maggiore frequenza degli eventi meteorologici estremi. Dobbiamo intervenire subito, con tutte le azioni concretamente realizzabili, per evitare che nel 2027 ci si trovi a fronteggiare una situazione ancora più critica». È quanto dichiara Ferdinando Palumbo, Coordinatore dei Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale della Campania, intervenendo sul tema del riscaldamento globale e sulle misure di adattamento che possono essere adottate nei territori urbani. Secondo Palumbo, accanto agli interventi strutturali di lungo periodo occorre puntare su azioni immediatamente realizzabili: depavimentazione, piantumazione di alberi, incremento delle aree verdi e una diversa gestione delle acque meteoriche. «Dove cemento e asfalto non sono indispensabili dobbiamo restituire spazio al terreno. La depavimentazione aumenta la permeabilità dei suoli, favorisce l’assorbimento dell’acqua e riduce la pressione sulle reti di drenaggio durante le precipitazioni intense. Allo stesso tempo dobbiamo aumentare il verde e collocare gli alberi soprattutto nelle aree più esposte al calore». Non si tratta di una prospettiva astratta. Parigi, Rotterdam, Copenaghen e Barcellona hanno già avviato programmi di adattamento climatico che comprendono la rimozione di superfici impermeabili, la creazione di nuove aree verdi, la piantumazione di alberi e sistemi per trattenere e riutilizzare le acque piovane. Esperienze diverse, ma accomunate dall’idea di restituire spazio alla natura all’interno delle città. «Gli alberi non sono un elemento decorativo – sottolinea Palumbo – ma una vera infrastruttura ambientale: producono ombra, contribuiscono al raffrescamento urbano, migliorano la qualità dell’aria e assorbono CO₂. Per questo bisogna piantarne di nuovi, ma anche proteggere e curare quelli già presenti». Un ruolo altrettanto importante spetta alla gestione dell’acqua. Rain garden, superfici drenanti, aree verdi permeabili, sistemi di raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana possono contribuire a ridurre il rischio di allagamenti e, contemporaneamente, a contrastare gli effetti delle ondate di calore. «La priorità – prosegue Palumbo – deve essere individuare le aree della Campania maggiormente esposte al caldo e al rischio di allagamento e concentrare lì i primi interventi: togliere superfici impermeabili dove non necessarie, creare ombra, aumentare il verde e migliorare la capacità del territorio di assorbire e trattenere l’acqua». Per Palumbo è quindi necessario passare da una logica prevalentemente emergenziale a una politica ordinaria di adattamento climatico. «Non dobbiamo aspettare il 2027 per verificare quanto sarà grave il problema. Ogni albero piantato, ogni superficie restituita al terreno e ogni sistema realizzato per raccogliere e trattenere l’acqua sono interventi concreti per rendere le nostre città più sicure e preparate alle prossime estati».

