COLDIRETTI PESCA, DALLE FARM ALLE RETI INTELLIGENTI, IL TONNO MADE IN ITALY PUNTA SU INNOVAZIONE E ORIGINE
Dalle “farm” alle reti intelligenti, fino alle certificazioni di provenienza, la filiera del tonno rosso Made in Italy punta su innovazione, origine e lotta alle frodi, con l’obiettivo di accelerare sulla strada della sostenibilità economica e ambientale e collocarsi come eccellenza a livello mondiale. È il tema al centro della due giorni di Cetara, promossa da Coldiretti Pesca, veri e propri Stati generali per un settore che rappresenta una delle punte di diamante della Flotta Italia. Assieme a rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, operatori del settore, ricercatori ed esperti, hanno preso parte ai lavori il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, la responsabile di Coldiretti Pesca, Daniela Borriello, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il commissario europeo alla Pesca e agli Oceani, Costas Kadis, in collegamento.

A fare gli onori di casa
il presidente regionale di Coldiretti Campania Ettore Bellelli, il direttore
Roberto Mazzei e il sindaco di Cetara Fortunato Della Monica.
Sul fronte dell’origine e della lotta alle frodi si sta concretizzando il
progetto delle “farm”, impianti di allevamento in mare in Italia con sistemi
più sostenibili, sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista
ambientale e della filiera. Il progetto si inserisce peraltro nella campagna di
trasparenza avviata dal Masaf, che prevede il sigillo di garanzia su ogni
esemplare di tonno rosso per certificarne l’origine, valorizzarne la qualità e
la salubrità e tutelare il lavoro delle quasi 400 imbarcazioni autorizzate alla
cattura dai rischi della concorrenza sleale, tra quelle di maggiori dimensioni
(20 a circuizione, 40 palangari e 2 tonnare fisse) e le piccole barche.
Ma l’obiettivo è anche lavorare sull’innovazione. La proposta di Coldiretti
Pesca punta a introdurre l’utilizzo di stereocamere già durante il
trasferimento dei tonni dalla rete di cattura alla gabbia di trasporto, per
effettuare una prima stima del numero di esemplari, della loro lunghezza e del
peso complessivo. I dati raccolti, documentati attraverso immagini
verificabili, potranno essere confrontati con quelli rilevati durante il
successivo ingabbiamento negli impianti di allevamento, consentendo di
ricostruire con maggiore precisione ogni fase del percorso del pesce. Una
doppia verifica che può rafforzare la fiducia nel sistema dei controlli,
tutelare le imprese da contestazioni basate su dati non omogenei e contribuire
a una gestione più efficace, trasparente e sostenibile della risorsa ittica.
Al centro dei lavori a Cetara anche il problema delle catture ricorrenti di esemplari
sotto la taglia minima. Coldiretti Pesca e BlueChain hanno avviato uno studio
tecnico-scientifico nell’ambito del Programma nazionale triennale della pesca e
dell’acquacoltura 2025-2027. Il progetto punta a raccogliere e analizzare dati
verificati sulle catture, sulla distribuzione degli esemplari e sulle modalità
di pesca, per valutare possibili soluzioni nel rispetto della sostenibilità
della risorsa. L’obiettivo è individuare nuove proposte di gestione della
risorsa, da sottoporre alle autorità competenti sulla base di evidenze
scientifiche, rafforzando al contempo tracciabilità e legalità della filiera.

