Feltri vergognati. Lettera delirante a Salvini
Il direttore di Libero torna a scrivere dopo una lunga pausa, forse perchè finita la scorta di vino, dedicando una lettera al suo pargolo Matteo Salvini. In una lunga e accurata lettera lo descrive come “Uomo dei miracoli”, si perché ha fatto rinascere un partito che aveva solamente il 4% dei consensi e, con una strategia contro l’immigrazione, farlo arrivare al 30%. Un risultato – secondo Feltri – che avrebbe potuto distruggere il comunismo rosso in Emilia Romagna. Questo non avvenne perché avevi Di Maio al tuo fianco “cosa non gradita a 60 milioni di italiani” e un presidente del consiglio che nessuno sapeva chi fosse, Giuseppe Conte.
In questa lettera attacca tutti, senza se e senza ma, delirando su una amnistia svuota carceri “fuori solamente quelli con reati minori” mettendo in libertà solo la manovalanza della malavita. Tutto questo per sconfiggere il Coronavirus tra le sbarre e, proprio su questo virus gli scrive “Giuseppino è totalmente inadeguato per il compito che sta svolgendo”, ogni due e tre esce in diretta TV “cavalcando l’onda sulla paura della gente, come sai fare tu” e poi ancora più delirante gli scrive “Tu non puoi lasciargli delle praterie di consenso, devi frenarlo, abbatterlo, almeno zittirlo”.
Insomma, un direttore di giornale che da consigli su come eliminare uno o più avversari politici, usando termini che, se usate da persone normali, queste sarebbero denunciati per istigazione all’odio. Feltri non si smentisce, continua con la sua penna avvelenata a criticare tutto e tutti, come se fosse lui l’unico bipede di questo pianeta. Vai in pensione che oramai hai superato di gran lunga la quota 100.

