Eurobond o MES: la solidarietà europea messa a nudo

Eurobond o MES: la solidarietà europea messa a nudo

Eurobond, MES, patto di stabilità, aiuti finanziari… Sono termini che si rincorrono l’un l’altro negli ultimi giorni, in particolare dopo l’ultimo fallito summit in videoconferenza del Consiglio Europeo del 26 marzo, chiesto a gran voce dall’Italia per richiedere una forte risposta comune all’emergenza economico-sanitaria che sta colpendo l’Europa intera. Ma sappiamo davvero di cosa stiamo parlando? Siamo davvero consapevoli di ciò a cui andiamo incontro?

È necessario fare un po’ di chiarezza. Lo strumento del quale l’Italia si è fatta portavoce al summit per far fronte all’emergenza Coronavirus, appoggiata da Francia, Spagna, Irlanda, Belgio, Grecia, Portogallo, Lussemburgo e Slovenia, è l’Eurobond, ribattezzato “Coronabond” per l’occasione, ed ha visto un grande fronte di oppositori nei paesi dell’Europa del nord, da sempre rigoristi e effettivamente aventi economie virtuose rispetto alla nostra. Risultato? Tra chi chiedeva i Coronabond e chi pretendeva e pretende l’attivazione del MES (Fondo Salva-Stati), in primis Germania, Olanda e Finlandia, c’è stato un nulla di fatto ed un rinvio delle decisioni di ben due settimane, in piena emergenza!

Gli Eurobond sono titoli di stato comunitari, garantiti dalla Banca Europea degli Investimenti, e rappresentano obbligazioni comuni non statali che non vanno chieste in prestito, come avverrebbe col MES, bensì possono subito essere messe a disposizione degli stati in piena emergenza e che necessitano di immediata liquidità nell’economia reale.

Purtroppo, l’Italia e gli altri paesi portatori di questa bandiera non possono far leva su nessuno strumento a loro favore che non sia la mera e pura solidarietà europea (e pure ce ne sarebbe ovviamente bisogno, ora più che mai). Infatti, in assenza di una politica europea di bilancio e fiscale comune, altamente osteggiata dai sovranisti europei, gli stati dalle economie “virtuose” non intendono farsi carico di oneri aggiuntivi derivanti dall’emissione di nuovo debito pubblico egualmente condiviso da tutti gli stati dell’eurozona.

Ecco che l’unico strumento proposto dagli oppositori dell’Eurobond è il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, un utilissimo strumento garantito dai paesi UE che ne hanno sottoscritto il trattato che consente di elargire prestiti agli stati in difficoltà economica ma a fronte di pesanti condizioni. Ecco il problema: le condizioni. Chiunque può comprenderne le conseguenze. Non è uno strumento da condannare a prescindere, anzi, ma in questo caso, cercare di “aiutare” i singoli stati membri richiedenti con dei prestiti con pesanti condizioni, risulta a molti una strategia non utile e deleteria in un momento di così grave crisi europea e mondiale, dove servono misure urgenti, efficaci e non gravose per chi è già al collasso economico-sanitario. Siamo sicuri che il Fondo Salva-Stati sia lo strumento ideale?

Ecco che la solidarietà europea è messa a dura prova dai paladini del rigore che nemmeno in un momento del genere riescono a mettere da parte i loro calcoli tecnico-burocratici, dando così facile strumento a tutti gli antieuropeisti che attaccano l’UE ogni giorno di continuare la loro propaganda; ma in tal caso, come condannarli?

L’Eurobond può ancora essere uno strumento col quale l’UE può dare prova di vera solidarietà interstatale, mettendo a disposizione liquidità immediata nelle economie nazionali col sostegno dell’intera comunità europea, ma se non coglierà ora l’occasione sarà davvero difficile un domani parlare ancora di Unione. L’UE o esce rafforzata da questa emergenza oppure il concetto stesso di Unione Europea avrà fallito.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società