5G: Essere uomini o essere topi?

5G: Essere uomini o essere topi?

Nell’ultimo anno e soprattutto in questi tempi di quarantena in rete rimbalzano tante informazioni, video e fatti di cronaca legati al 5G. Come analizzare la situazione ed i possibili risvolti? Ma soprattutto, l’uomo, che ruolo può avere nel delineare il futuro dell’umanità e del pianeta?

Definire per meglio capire

Spesso quando da determinati ambienti viene mossa qualche critica, comprovabile o meno, si alza l’accusa di complottismo, si trovano infatti le più disparate teorie cospirazioniste, spesso tutte inserite in un unico calderone, un minestrone fatto di teorie con tanto di prove e, allo stesso tempo, bizzarre costruzioni e ricostruzioni di chi si è semplicemente bruciato il cervello.

Non si vuole, in questa sede, approfondire questa differenza, ma c’è e non è di poco conto. Piuttosto si intende definire il termine di complottismo e trovarne il contrario. Il complottismo lo possiamo definire come una tendenza a interpretare ogni evento come un complotto o parte di un complotto. Il suo contrario potrebbe quindi essere la tendenza ad accettare tutto come semplice processo spontaneo e non orchestrato. In medio stat virtus ed allora qual’è la risposta alla questione? La questione stessa, la problematizzazione dell’ovvio direbbe Fusaro. Il mio invito allora non è quello a cercare delle risposte ma a trovare delle domande perché in esse è contenuta la risposta stessa.

Elettromagnetismo ed elettrosensibilità

Veniamo ora al problema in questione, il 5G. In tanti si stanno giustamente chiedendo cosa comporti in termini di danni alla salute ed all’ambiente il nuovo internet of things. Ciò che accomuna la tecnologia 3G, 4G e 5G sono le onde elettromagnetiche e queste, come ogni cosa, hanno un’influenza sull’uomo. I danni riscontrabili riguardano le attività del cervello e della circolazione del sangue; riduzione della quantità di sperma; destabilizzazione dell’informazione genetica; effetti sull’espressione genica; morte cellulare programmata; stress ossidativo delle cellule.

Questi danni non sono riconosciuti dalla cosiddetta comunità scientifica ma sono riscontrabili nei soggetti elettrosensibili, l’elettrosensilità però non è riconosciuta dalla stessa come patologia, eccezion fatta per la Svezia dove è accettata come «invalidità funzionale». In Svezia infatti circa il 10% dei soggetti elettrosensibili sono in malattia permanente o in pensione anticipata. Lo stesso Parlamento Europeo ha raccomandato di prestare attenzione alle persone elettrosensibili creando delle aree non coperte da reti Wi-Fi. In Germania, lo Bundesamt fur Strahlenschutz (Ufficio federale per la protezione da radiazioni) stima che il 6% della popolazione tedesca è affetta da elettrosensibilità ed il numero di malati è in costante aumento.

Nonostante si abbiano dei dati sulla dannosità delle onde elettromagnetiche, l’OMS continua a dire di stare tranquilli anche se in passato aveva paventato la possibilità di una connessione tra tumori ed il crescente utilizzo di telefoni cellulari, presto smentita da uno studio ad hoc. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si è limitata a sconsigliare di mettere i bambini davanti ad uno schermo nell’età della prima infanzia onde proteggerli da problemi di vista e comportamentali. Steve Jobs, fondatore di Apple, e Bill Gates, principale fondatore di Microsoft e uno dei maggiori finanziatori dell’OMS, affermano di aver vietato ai loro figli l’utilizzo di dispositivi tecnologici fino all’età di 14 anni, quindi indirettamente ne confermano la dannosità soprattutto in età infantile e di sviluppo.

I coniugi Gates hanno più volte messo a disposizione dell’OMS dei fondi vincolati (soprattutto contro la poliomielite) ma nonostante riconoscano come detto i problemi legati alle nuove tecnologie non hanno mai vincolato fondi neanche per attivare banali corsi di educazione all’utilizzo consapevole delle tecnologie al fine di limitare i rischi per le fasce più deboli della popolazione, premura che per i propri figli invece hanno avuto.

Controllare i controllori

Tornando alla dannosità o meno delle onde elettromagnetiche, gli stati, e in maniera più restrittiva la Svizzera, hanno stabilito dei valori limite d’immissione delle onde elettromagnetiche. Ma quando, in alcuni cantoni dello stato d’oltralpe, grazie alla pressione della cittadinanza, sono state controllate le immissioni elettromagnetiche di 14 antenne fisse, ben 8 superavano di gran lunga i limiti consentiti. Altra cosa allarmante sono le misurazioni rilevate in delle abitazioni, dove gli strumenti di misurazione delle frequenze elettromagnetiche andavano addirittura fuori scala, problema riscontrato già con il 4G.

Intanto intorno al 5G tutto tace e chi si pone dei dubbi viene schernito dai promotori del «progresso». La storia recente ci dimostra che questi stessi deridevano chi ragionevolmente era preoccupato da una possibile e virulenta propagazione del Coronavirus. Poi sono tornati sui loro passi, hanno fatto mea culpa e mentre cercano spasmodicamente di recuperare gli errori commessi permettono che qualcosa di probabilmente più dannoso avanzi. Mentre i guadagni saranno dei soliti innominati dai media mainstream il rischio ed i costi dei danni saranno socializzati.

L’uomo sceglie il suo destino

Non sappiamo tra quanti anni saranno visibili i danni delle scelte che facciamo oggi. Per l’amianto si sono resi tali trent’anni dopo. Come sarà allora l’umanità tra trent’anni? Beh questo dipende ancora da noi. Chi siamo e dove vogliamo andare? La tecnologia è al servizio dell’uomo o l’uomo è al servizio dell’evoluzione tecnologica? Cos’è più importante per l’uomo, vivere serenamente ed in salute o l’essere cavia di un «progresso» di cui paga solo le pene? La risposta ce la dà il nostro tempo. Il Coronavirus è un maestro da ascoltare.

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Donato Meoli

Donato Meoli

Nato politicamente dall'esperienza insorgente mi è stato trasmesso che l'azione dev'essere impersonale. Nell'epoca della menzogna e dell'ingiustizia, il compito dell'uomo é quello di riportare al centro verità e giustizia al fine di creare un rinnovato e consapevole equilibrio tra l'uomo e il mondo.