Chi non porta rispetto per i morti, non può fare il giornalista

Chi non porta rispetto per i morti, non può fare il giornalista

Dall’alto del suo pulpito, il direttore di una testata isolana, continua a dare lezioni gratuite agli altri che non la pensano come lui. La storia inizia dalla morte di Carlo Di Meglio, un uomo di 64 anni di Barano, un uomo morto da solo con i figli bloccati in Germania per lavoro. La richiesta di uno di essi, le interminabili telefonate all’Asl per chiedere di fare un tampone al padre, per capire quali siano state le case del decesso. Lunghe ore di attesa, telefonate a destra e a manca fino ad arrivare alla denuncia via social con un video struggente di un figlio che non può dare nemmeno l’ultimo saluto al padre.

Parte un articolo da questa testata per capire il motivo per il quale l’Asl non risponde al telefono, per capire la lentezza burocratica per cui l’agenzia funebre non può eseguire il servizio se non sa di cosa sia morta la persona. Un incubo.

Finalmente al defunto viene fatto il tampone e si aspetta il responso dall’Unità di Crisi della Regione Campania. Per intenderci, Ischia Press ha raccontato semplicemente la cronaca, non siamo entrati nei fatti personali della famiglia, non abbiamo screditato il defunto, abbiamo fatto solamente il nostro dovere.

Il figlio Michele Di Meglio si è dovuto “scontrare” con il giornalista ischitano che non ha usato mezzi termini nel denigrare la figura del padre, dichiarando pubblicamente: “L’abbandono in cantina fa più vittime del Covid-19”.

Affermazione gravissima se fatta da un diretore e, il figlio Michele, ha così commentato: “Sono davvero disgustato, nemmeno davanti alla morte il dorettore non sa frenare cattiverie, le cose familiari le sappiamo solo noi familiari e gli altri piuttosto che giudicare, stiano in silenzio.”

Come dargli torto? Da troppo tempo siamo bersagliati gratuitamente da questo signore, non solo nel campo giornalistico, anche nella vita quotidiana, attacchi continui alla Chiesa di Ischia perché lui crede in altro, attacchi al sindaco di Casamicciola per vecchi rancori e così via dicendo.

Il giornalismo isolano, quello vero, fatto di sudore e sacrifici si esterna da tali comportamenti così meschini.

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Redazione

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