Ministro Azzolina, perché non promuovere tutti agli esami di maturità?
La lettera di Alessandro è da prendere in considerazione, perché non tutti i maturandi ha avuto la possibilità studiare online, e molti di essi hanno vissuto momenti difficili e dolorosi a causa di questa pandemia. Impuntarsi su dei ragazzi decretandone il loro incerto futuro non è da persone sagge, l’istruzione è importante, ma in questo caso specifico, bisogna soprassedere per il bene dei nostri ragazzi.
“Buongiorno, ho18 anni, sono un maturando e frequento il liceo scientifico. Sostengo da qualche tempo la petizione per la riforma della prova di maturità, che è giunta oramai alla promozione da parte di quasi 50 mila sostenitori:
https://www.change.org/p/annulliamo-la-maturit%C3%A0-2020
Quest’ultima ha lo scopo di portare alla luce i problemi emersi dagli esami di quest’anno e chiede la loro sospensione, perché troviamo quanto più paradossale doverli svolgere data la situazione corrente. Molti studenti stanno vivendo un momento, nel vero senso della parola, drammatico; chi ha perso i propri cari, chi si è ammalato, chi non ha avuto modo di seguire le lezioni online o chi non riesce a studiare come si deve.
Tutti noi abbiamo dovuto affrontare, in un modo o nell’altro, non poche difficoltà. Il nostro scopo è semplicemente quello di ottenere un diploma valido, basato sulla media dei voti degli ultimi tre anni scolastici. Per approfondire sui dettagli della nostra proposta, potete riferirvi alla petizione. A questo punto noi chiediamo supporto e aiuto! Noi ragazzi siamo totalmente delusi dalle mosse di questo governo e soprattutto dal fatto che, chi dovrebbe rappresentare i suoi futuri elettori (siamo oramai 18enni), non li stia minimamente ascoltando.
Il ministro Lucia Azzolina ha dichiarato che: il colloquio orale che ha intenzione di far svolgere varrebbe 40 punti, ciò significa praticamente che noi maturandi ci sederemo all’esame già (possibilmente) con 60. Mi chiedo a cosa serva fare la prova, impiegando soldi pubblici per pretendere misure di sicurezza comunque poco affidabili. Viene sostenuta da parte dello stato una cifra esosa per una prova dove il 99,1% degli studenti è promosso.
Da casa, ripeto, non tutti hanno la possibilità di frequentare lezioni online e di essere in grado di studiare gli argomenti da soli senza la spiegazione di un docente. Concludo dicendo che sì, è vero l’esame di maturità è un passo fondamentale nella nostra vita (ormai l’avrò sentito dire infinite volte in questi giorni) ma sostenerlo così e in questa situazione rovinerebbe questo momento unico e irripetibile. Lo ricorderemo tutti come l’esame del Covid-19 e non come il giorno più bello della nostra vita in cui dimostriamo ai prof. che ci hanno seguiti e formati per 5 anni la nostra maturità e serietà. Penso sia desiderio comune di noi tutti affrontare un esame dimostrando di saper eccellere, senza soffrire le ferite di quelli che sono, ahimè, quasi tre mesi di didattica a distanza. Ormai questo esame è solamente una pura formalità”.
Alessandro Rampoldi

