FINANZIARIA 2020: CARTINE, FILTRI E TUBETTI, QUALE FUTURO?

FINANZIARIA 2020: CARTINE, FILTRI E TUBETTI, QUALE FUTURO?

 “Imposta di consumo sui prodotti accessori al consumo dei tabacchi da fumo-Cartine, filtri, tubetti, quale futuro?” è il tema affrontato da un gruppo di imprenditori del settore (Ita, Tobacco’s Imex, Bernardi Ingrosso, Cailotto Ingrosso, Trober Amburgo) che, all’hotel Villa Malaspina di Castel d’Azzano (Verona), ha incontrato gli onorevoli Alessia Rotta e Paolo Paternoster, componenti della commissione Finanza della Camera. E’ stato un confronto costruttivo sulla nuova proposta di legge, in previsione della discussione e del voto alla Camera dei deputati, che fissa un aumento del 4 per cento delle imposte sul “tabacco trinciato arrotolato” (Fct) e l’introduzione di una nuova tassa sugli accessori per i consumatori Fct come cartine, tubetti e filtri.

Gli imprenditori, in particolare, sono decisamente “contrari ad una disposizione che stravolgerebbe completamente il mercato delle cartine per sigarette e degli accessori correlati, riportando indietro di decenni il nostro Paese”. Fanno presente che “la tassa andrebbe a colpire il ceto medio basso che acquista cartine per sigarette con l’intento di risparmiare denaro” e che “il gettito che deriverebbe dall’applicazione dell’imposta in questione sarebbe di poche decine di milioni di euro” a fronte del fatto che “la tassa potrebbe rivelarsi un boomerang politico di grande dimensione essendo stimati in circa 4 milioni le persone che consumano cartine per sigarette”. E anche favorire il contrabbando.

Ricordato che il processo di produzione di Fct richiede più lavoro e coinvolge una percentuale maggiore di piccole aziende ed ha, pertanto, una capacità fiscale inferiore rispetto alle sigarette e che “per evitare turbative del mercato e garantire entrate statali stabili, gli aumenti delle tasse dovrebbero seguire un approccio trasparente e di lungo periodo”, gli imprenditori del settore ritengono “essenziale che un trattamento fiscale differenziato venga applicato al Fct”.

Su queste basi, i grossisti e gli operatori del mercato non possono che opporsi al tentativo di monopolizzare il mercato attraverso la regolamentazione e la tassazione. “Lo Stato – scrivono – attraverso il suo potere e le leggi sulla concorrenza può impedirlo ed evitare che i cittadini debbano pagare il prezzo di un monopolio distributivo incompatibile con i tempi attuali”.

Nel confronto con i parlamentari, si è sottolineato che il valore complessivo del settore è identificabile in circa 1500 milioni di euro e che statistiche affidabili dimostrano che una cifra tra il 25 e il 40 per cento di questo importo proviene dalla vendita dei prodotti che si vorrebbe togliere dalla disponibilità alla vendita dei grossisti (circa 600 in Italia, per lo più aziende medio-piccole a conduzione familiare). E calcolato che le famiglie danneggiate dalla nuova imposta di consumo potrebbero assommare a non meno di diecimila unità.

I parlamentari hanno seguito attentamente quanto riferito dagli imprenditori. Alessia Rotta (Pd) ha osservato che “conosciute le conseguenze del disegno di legge, si possano avere margini in Parlamento per eventuali emendamenti che vadano nella direzione chiesta”, mentre Paolo Paternoster (Lega) ha definito “la manovra in atto piena di tasse, balzelli che pagheranno imprese e cittadini, che contrasteremo in Parlamento”.

A conclusione della riunione, su iniziativa di Alessia Rotta si è concordato, per mercoledì, un incontro con la commissione Bilancio del Senato con i relatori Dario Steffani e Alan Ferrari. Il gruppo degli imprenditori ha ringraziato i parlamentari intervenuti per la disponibilità dimostrata”.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società