Il parlamento da il via alla riforma giustizia targata “Cartabia”

Il parlamento da il via alla riforma giustizia targata “Cartabia”

Francesco Rotolo

Questa riforma sembra accontentare, quasi tutti, Buonafede incluso!

L’ex guardasigilli incassa numerosi emendamenti previsti al suo originario DDL, pur mantenendo, lo stop alla prescrizione. Di seguito i punti fondamentali toccati dalla riforma del processo penale:

Trova dunque conferma, lo STOP alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di condanna sia in caso di assoluzione, tuttavia è stato introdotto un limite di durata massima del giudizio di appello, in due anni, e nel giudizio di legittimità (innanzi alla Corte di Cassazione) in un anno. Correttivo sacrosanto che evita ciò che la comunità giuridica nazionale maggiormente temeva, ovvero processi lunghissimi che avrebbero potuto intrappolare gli imputati nella gabbia del “fine processo mai”. Dunque, in caso in cui il giudizio di appello dovesse superare i due anni, o quello di legittimità dovesse superare un anno, il reato sarà dichiarato improcedibile, ad eccezione di reati di maggiore gravità (come quelli associativi di stampo mafioso) per i quali il giudizio di secondo grado potrà avere una durata massima di tre anni, e quello innanzi alla Corte di Cassazione, una durata massima di un anno e mezzo.

Introduzione di una sorta di “filtro” per rinvio a giudizio, ovvero sarà possibile esercitare l’azione penale solo in caso in cui dagli atti e dagli elementi acquisiti durante le indagini preliminari, emerga in concreto una ragionevole previsione di condanna. A oggi, quasi la metà dei processi (poco più del 40%) si concludono con l’assoluzione dell’imputato.

Digitalizzazione, Processo penale telematico.

Si rafforzerà il processo di digitalizzazione dei fascicoli e s’implementerà la possibilità di deposito e notifiche per le vie telematiche al fine di snellire e velocizzare la procedura.

Le pene sostitutive delle pene di detenzione brevi, come detenzione domiciliare, semilibertà, lavori di pubblica utilità e pene pecuniarie, saranno irrogate direttamente dal Giudice di cognizione senza passare attraverso il Tribunale di sorveglianza.

Ampliamento della applicazione della “causa di non punibilità a tutti i reati attualmente puniti con pena edittale non superiore nel minimo in due anni.

La riforma Cartabia se da un lato risponde a esigenze di compromesso politico, dall’altro appare bilanciata e potenzialmente efficace allo scopo di snellire la macchina della giustizia penale.

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Redazione

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