Metropolitana del Duomo. Ma avete visto cosa c’è lì sotto? Uno spettacolo

Metropolitana del Duomo. Ma avete visto cosa c’è lì sotto? Uno spettacolo

Ylenia Petrillo

I Napoletani hanno subito anni di cantieri in giro per la città. No, non è stato facile conviverci soprattutto se pensiamo che viviamo in una città molto trafficata da più di un milione di abitanti. Eppure, nonostante la non piena apertura della Stazione Duomo della Linea 1 della Metropolitana di Napoli che ha deluso molti e che – ricordiamo – è entrata in funzione il 6 agosto 2021, non si può rimanere indifferenti rispetto alla bellezza dei ritrovamenti ormai svelati e dei quali speriamo di poter presto godere a pieno.

Progettata dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas, la nuova stazione, che completa la Linea 1 della Metropolitana di Napoli, ha restituito alla città un patrimonio storico-monumentale di eccezionale valore, una scoperta che gli archeologi attendevano da qualche tempo e che si trovava proprio sotto i nostri piedi: il Tempio dei Giochi Isolimpici, seppellito sotto il tufo e il cemento.

Del Tempio dei Giochi Isolimpici Neapolitani ce ne ha parlato tempo fa un regolamento ritrovato in Grecia, a Olimpia precisamente, la città dove si svolgevano i giochi dedicati a Zeus. Ed è in quel ritrovamento greco che abbiamo la prima testimonianza di un tempio eretto in onore dell’imperatore Augusto nella città di Neapolis. La Stazione Duomo di Napoli conferma, dunque, ciò che a Olimpia fu scritto, e porta alla luce un edificio di enorme importanza a riprova della grandezza e dello splendore di cui godeva la nostra città millenni addietro.

Il Tempio dei Giochi Isolimpici fu innalzato per ringraziare Augusto dell’aiuto prestato a Neapolis durante un terribile terremoto, e una volta in funzione, risultò essere uno dei Tempi più importanti, tanto che gli agoni neapolitani si guadagnarono la fama di atleti più riconosciuti d’Occidente. Alcuni dei loro nomi sono ancora scritti nella pietra e sono visibili oggi attraverso 800 frammenti di tavole conservati dagli archeologi e rese alla città di Napoli grazie alla poderosa opera della Stazione Duomo, che si propone di essere una sorta di ponte tra il passato e il presente, oltre ad un luogo di transito e un mezzo di trasporto. Ad arricchire il viaggio della Metro Duomo ci sono poi le luci che accompagnano il percorso dei passeggeri e dei visitatori che, seguendo i ritmi del giorno e della sera, cambieranno colore dall’alba al tramonto.

Dopo Toledo, ecco dunque la Stazione Duomo di Napoli. Un gioiello che si va a incastonare nel cuore della città e che fungerà da attrazione e catalizzatore per la Strada dei Musei e il Centro Storico più grande d’Europa, già Patrimonio UNESCO.

Non ci resta che sperare in una rapida risoluzione degli ultimi lavori di manutenzione e della seconda apertura che dà su Via Duomo, quella che accompagnerà migliaia di turisti da tutto il mondo in giro per Napoli millenaria.

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Redazione

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