Ecco la verità sul mio sbarco forzato
C’è giunta in redazione la lettera dell’avvocato Silvio Trani dove spiega quanto accadutogli la settimana scorsa a Napoli alla stazione marittima di Calata di Massa.
Riceviamo e pubblichiamo
Mi è stato staccato il biglietto, ho quindi riferito di non aver il green pass e mi sono seduto nel salone passeggeri indossando la mascherina. Poco dopo è arrivato personale Caremar, Guardia di finanza e Capitaneria di porto e mi hanno intimato di scendere, ho risposto che non potessi farlo poiché dovevo tornare a casa e non vi fosse altro modo, ed ho chiesto che mi multassero, poi li ho avvisati che la legge non consentisse né di impedirmi di accedere e né di farmi abbandonare con la forza il natante. Gli agenti, ben 10 contro 1, mi hanno quindi prelevato di forza e trascinato fuori torcendomi un braccio come fossi stato un terrorista imbottito di tritolo.
Nel verbale hanno scritto che avrei forzato il controllo green pass e che sarei salito, tuttavia ciò è falso poiché il biglietto mi era stato staccato e quindi non vi è stata alcuna forzatura. Gli agenti, per aumentare la multa, hanno sostenuto che fossi recidivo senza però indicare quale sarebbe stato il precedente ed hanno anche sostenuto che mi sarei trovato a bordo di un veicolo privato, senza indicare alcuna targa e senza considerare che avessi il biglietto passeggero e non di conducente di veicolo. Per questi abusi gli agenti saranno puniti.
Il green pass è chiaramente un’aberrazione, ma soprattutto una contraddizione visto che per tornare a casa dalla terraferma debba imbarcarmi ( non c’è altro modo) e non possa farlo senza il green pass, ma se devo andare al supermercato, in un negozio, in chiesa, in farmacia, in tribunale, alla posta, in banca, ed in un qualsiasi ufficio pubblico, non ce ne sia bisogno. Infine, sapete bene che il green pass, da vaccino o da tampone, non garantisca l’immunità e quindi non ha senso ridurre la libertà personale. Ho perciò inteso suonare la campana delle coscienze assopìte da una vile propaganda e l’ho fatto per me, per mio figlio, perché le nuove generazioni devono conoscere la vera giustizia e per tutte le isole della nostra Nazione. Ora sapete come sia realmente andata, pensate e scrivete ciò che volete, non cambierei nulla di ciò che ho fatto.
Avvocato Silvio Trani

