QUESTA MATTINA SI E’ SVOLTA LA MANIFESTAZIONE CONTRO SALVINI A SORRENTO
Mattinata movimentata quella appena trascorsa, con una forte presenza di forze dell’ordine per proteggere il capo della Lega, Salvini. Uno spiegamento esagerato, forse per paura che i manifestanti potessero irrompere durante l’incontro tra il segretario e i due sindaci che hanno deciso di passare nella fila della Lega.
Era presente anche Gigi Lista, battagliero contro le ingiustizie ma soprattutto contro questo partito che ha sempre denigrato il sud Italia. Una protesta pacifica senza uso della violenza, solo con voce e le bandiere dell’associazione culturale Regno delle due Sicilie, indotta specie dalla vicenda del Mose di Venezia che, come ricordiamo, costruito dall’asset Forza Italia e Lega, rappresenta un sistema mai entrato in funzione costato alla collettività ben 7 miliardi di euro. Soldi degli italiani che hanno fatto un vero e proprio buco nell’acqua – di Venezia-, perché il Mose non è riuscito a proteggere la città durante il forte maltempo della scorsa settimana.
Oltre il danno anche la beffa, con 20 mila euro ad ogni esercente e 5 mila euro per ogni abitante della laguna. Mentre i nostri terremotati sono ancora in attesa di aiuti che tardano ad arrivare, lo Stato, invece, si è subito adoperato a fornire sostegno ai veneziani.
“In Irpinia – dichiara Gigi Lista – ci sono persone che vivono ancora oggi nei container. Nel “caso Ischia” – il terremoto dell’agosto 2017 (n.d.r) – hanno invece, immediatamente, additato gli isolani quale popolo di abusivi, mentre i veneziani, al contrario, di quegli stessi italiani che vivono in condizioni precarie, hanno ricevuto soldi da quello stesso Stato che ha l’obbligo di essere al fianco del proprio popolo. E nel caso di Venezia si tratta di italiani che volevano avere l’indipendenza.
I due sindaci del sud, uno di Positano e l’altro di Sorrento, sono colpevoli di aver svenduto i propri cittadini alla logica leghista, solo per avere appoggi in Regione o in altre sfere. Noi manifestiamo anche contro questa disparità di trattamento mentre al resto della Nazione sembra non interessare”.


