ACCADDE OGGI, 29 – 30/11 NEL 1864 IL MASSACRO DI CENTINAIA DI INDIANI SUL FIUME SAND CREEK IN COLORADO
Marcello de
Rosa
Il massacro di Sand Creek nel quale persero la vita
soprattutto donne e bambini è ancora oggi ricordato come una delle peggiori
pagine della storia statunitense. Fra il 29 ed il 30 novembre 1864 in quello
che oggi è il Colorado, negli Stati Uniti d’America, si verificò uno degli
episodi più vergognosi delle guerre indiane, avvenute in quella che è la fase
di espansione dei coloni americani nelle terre dei nativi. Un accampamento con
circa seicento indiani d’america, membri della tribù Cheyenne e Arapaho, situato
lungo il fiume Sand Creek, venne attaccato da settecento soldati comandati dal
colonnello John Chivington, nonostante vari trattati di pace firmati da capi
tribù locali con il governo statunitense.
COSA SI INTENDE PER GENOCIDIO
Per genocidio dei nativi americani, detto anche genocidio indiano, olocausto americano (in inglese Indian Holocaust, American Holocaust) o catastrofe demografica dei nativi americani alcuni storici e divulgatori intendono il calo demografico e lo sterminio dei nativi americani (detti anche indiani d’America nel nord America o, indios e amerindi, nel centro e nel sud America), avvenuto dall’arrivo degli europei nel XV secolo alla fine del XIX secolo. Si ritiene che tra i 55 e i 100 milioni di nativi morirono a causa dei colonizzatori, come conseguenza di guerre di conquista, perdita del loro ambiente, cambio dello stile di vita e soprattutto malattie contro cui i popoli nativi non avevano difese immunitarie, mentre molti furono oggetto di deliberato sterminio poiché considerati barbari. Secondo Thorton, solo nel nord America morirono 18 milioni di persone. Per altri autori la cifra supera i 100 milioni, fino ad arrivare a 114 milioni di morti in 500 anni.


