‘NDRANGHETA: VOTO DI SCAMBIO, ARRESTATO ROSSO DI FDI
Operazione tra Torino e Carmagnola: in tutto otto le misure cautelari. Il politico accusato di aver pagato 15 mila euro per un pacchetto di voti.
Giorgia Meloni lo silura: «Ho il voltastomaco, è fuori da Fdi»
Giorgio Almirante disse: «Un ladro va messo in galera. Se il ladro è uno dei nostri deve avere l’ergastolo»
C’è l’assessore regionale del Piemonte Roberto Rosso, 59 anni, avvocato, rappresentante di Fratelli d’Italia, tra gli otto arrestati all’alba per scambio elettorale politico-mafioso. Secondo l’accusa, avrebbe chiesto voti ai clan per essere eletto in Regione alle elezioni del 26 maggio, vinte dal centrodestra: gli avrebbero chiesto quindicimila euro in cambio della promessa di un “pacchetto” di preferenze, lui ne avrebbe pagati una prima tranche da 7.900 euro. Nei suoi confronti è scattata una misura di custodia cautelare in carcere.
Il politico piemontese viene silurato seduta stante anche dal suo partito: “Ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno. Mi viene il voltastomaco” – dice Giorgia Meloni, leader di Fdi – e spiega: «Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI».
Nella storia della destra italiana anche Giorgio Almirante, segretario del MSI disse: «Un ladro va messo in galera. Se il ladro è uno dei nostri deve avere l’ergastolo», un forte esempio che a quanto pare il Rosso non ha tenuto in considerazione.
Questa è una vicenda che avrà non pochi strascichi tra i banchi del palazzo a Roma, ci saranno una sequenza di accuse da tutte le parti.
Il blitz delle fiamme gialle è scattato all’alba di oggi: i militari hanno eseguito sette delle otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Torino. In manette è finito anche l’imprenditore Mario Burlò, 46 anni, imprenditore, di Moncalieri, presidente di Oj Solution, un consorzio di imprese che opera nel settore del facility management. E’ anche vicepresidente nazionale di “Pmi Italia”, un’associazione che riunisce 200mila imprenditori in tutta Italia. E’ molto conosciuto anche nell’ambiente sportivo, come sponsor di attività. L’accusa è associazione a delinquere di stampo mafioso, scambio elettorale politico mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro: sono in corso sequestri per milioni di euro su 200 tra imprese, immobili e conti correnti in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna. È lo sviluppo dell’indagine Carminius che aveva già portato ad arresti per ‘ndrangheta a Carmagnola e Torino.


