SCOPERTA RACCAPRICCIANTE A SAN FELICE A CANCELLO IN PROVINCIA DI CASERTA. UN VERO E PROPRIO LAGO DI RIFIUTI TOSSICI

SCOPERTA RACCAPRICCIANTE A SAN FELICE A CANCELLO IN PROVINCIA DI CASERTA. UN VERO E PROPRIO LAGO DI RIFIUTI TOSSICI

E’ un vero e proprio “lago” di rifiuti quello scoperto dai vigili del fuoco a San Felice a Cancello, nel Casertano, all’interno di una cava dismessa da anni. Sacchetti, tanta plastica, ingombranti come elettrodomestici, carcasse d’auto, galleggiano sulla superficie, segno che il bacino è stato usato come sversatoio abusivo; sul fondale melmoso che arriva fino a quattro metri di profondità, dove la visibilità è nulla, i sub dei vigili stanno usando delle telecamere. Il laghetto è situato circa dieci metri in basso rispetto alla superficie della cava. L’operazione è stata ordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha iniziato ad indagare, delegando la Polizia Metropolitana di Napoli, in seguito ad una denuncia.

Abbiamo intervistato Raniero Madonna attivista di “STOP BIOCIDI” che sin da subito si sono attivati per cercare di capire di quale materiale sversato si trattasse:

D: Raniero, quello che avete scoperto è qualcosa di raccapricciante, che genere di rifiuti avete trovato?

R: In realtà abbiamo trovato un vero e proprio lago di percolato al cui interno vi era di tutto e di più, eternit e fusti con provenienza da Israele, Germania, Polonia e dalle regioni del nord Italia. 10 metri di profondità di rifiuti che certamente avrà compromesso le falde acquifere.

D: La politica e la camorra sono responsabili di questo disastro ambientale?

R: Certamente la colpa va a braccetto, sia la politica e sia la camorra sapevano di questo posto e la popolazione per paura di ritorsioni ha convissuto con questo lago. Non me la sento di dare la colpa a qualcuno, ma lo Stato dovrebbe essere più elastico nel creare più termovalorizzatori. Se non si creano strutture adeguate al trattamento dei rifiuti, la malavita avrà sempre il potere di fare quello che vuole.

D: In base a quello che avete trovato, l’ARPAC ha comunicato i tempi per riqualificare la zona?

R: I tempi sono ultra decennali perché al momento la magistratura deve ancora stabilire la responsabilità del disastro, poi per agire c’è bisogno di una lunga serie di permessi e soprattuto trovare un luogo dove poi dover depositare il materiale che sarà certamente messo sotto sequestro.

Grazie per la tua disponibilità.

No! Grazie a voi che mi avete dato la possibilità di poter spiegare cosa accade nel nostro interland.

Una intervista molto interessante soprattutto per la provenienza dei rifiuti speciali, praticamente da parte di questo emisfero. Fa tanta rabbia perché il destino di tutti sta in mano a pochi personaggi senza scrupoli, per il dio danaro, non esitano a far ammalare i propri figli.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società