Rubrica l'Occhio della Lepre Pasquale Scura: Ministro di transizione tra il Regno delle Due Sicilie e l'Unità d'Italia

Rubrica l'Occhio della Lepre  Pasquale Scura: Ministro di transizione tra il Regno delle Due Sicilie e l'Unità d'Italia

di Antonio Lepre

Percorriamo Spaccanapoli migliaia di volte nella vita. Andiamo dritto in mezzo alla folla, ma quando alziamo lo sguardo notiamo in alto una chiesa. La chiesa dei Sette Dolori. Quella strada che si impenna dal centro storico di Napoli fino alla chiesa come si chiama? Da dove inizia spaccanapoli? Tante volte abbiamo sentito turisti e non farci queste domande. Spaccanapoli inizia da lì, da Via Pasquale Scura: una strada lunga quasi 500 metri che si inerpica dal Rione Pignasecca fino all’apice massima dei Quartieri Spagnoli.

Perché chiamare una strada così importante con un nome poco consociuto? Ci si potrebbero obiettare. Il fatto è che i grandi uomini, figli adottivi di Napoli, talvolta vengono dimenticati dai Napoletani stessi.

Per conoscere Pasquale Scura dobbiamo fare un passo indietro e arrivare fino al Risorgimento, un periodo storico che per un napoletano ha più anime, lingue biforcute di fuoco che divampano tra tradizione e progresso. Lui, figlio di italo-albensi a Napoli si era trasferito con la famiglia e aveva studiato legge qui. E con la famiglia andò ad abitare proprio in quella strada che oggi prende il suo nome. Aveva idee liberali e per tanto non era ben visto nè dai regnanti borbonici nè tantomeno dalla casata di Sardegna, tanto è vero che è celeberrima la sua risposta quando Vittorio Emanuele gli conferì la cittadinanza sabauda, lui rispose in tono perentorio: ” io sono italiano, non sono piemontese“.

Pasquale Scura era preparato. Una mente geniale nel campo della giustizia, fu anche ostracizzato nel 1848 dal Ministero per la sua vesione etica e giusta al di là delle parti. Non voglio ripercorrere la sua vita, avrebbe poco senso farlo oggi, ma solo ricordare il suo impegno politico per  il quale si dovrebbe ringraziare la sua solerzia e la sua innovazione.

Pasquale Scura, quando Garibaldì lasciò Napoli e Cavour diede il compito di formare un Governo di transizione, divenne Ministro della Giustizia. Era il periodo in cui Napoli non era ancora annessa al Regno di Sardegna. Era libera da tutti. Era un Governo guidata dal prodittatore Giorgio Pallavicino Trivulzio che ebbe il compito di dare il via ad un proposta tenutasi il 21 ottobre: “l’Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele re costituzionale ed i suoi legittimi discendenti ”. Cessato il regime dittatoriale il 9 novembre, Pasquale Scura lasciò la carica politica, e il 14 fu restituito alla funzione di consigliere di Corte suprema a Napoli.

Ma cosa fece di così importante Pasquale Scura come Ministro della Giustizia? Con decreto dittatoriale n. 140, 18 ottobre 1860 abolì l’immunità penale per i sacerdoti e con decreto dittatoriale n. 141, 18 ottobre 1860 esonerò I giudici dalla funzione di polizia. Inoltre destinò una parte dei valori confiscati ai Borboni al fondo di risarcimento per le vittime della persecuzione politica (decreto dittatoriale n. 170, 22 ottobre 1860) e stanziò una somma per il collegio di Sant’Adriano, che Ferdinando II aveva punito per il coinvolgimento nella sollevazione calabrese del 1848 (decreti dittatoriali n. 147 del 20 ottobre 1860 e n. 192 del 26 ottobre 1860).

Quando osserviamo il nome di una strada, oppure vediamo una lapide sul muro, magari sporca oppure rotta, soffermiamoci e capiamo chi è che si nasconde sotto quel nome, perchè quella è la storia della nostra città: italiani nati a Napoli.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società