La seconda vita dell’olio esausto

La seconda vita dell’olio esausto

Buttare l’olio esausto nello scarico vuol dire scegliere di non smaltire correttamente questo rifiuto, ma anche creare seri danni all’ambiente e alle tubature.

Che succede se versate dell’olio in un bicchiere d’acqua? La sostanza oleosa resta in superficie, separandosi dagli altri liquidi.

Normalmente viene sempre riversato nelle fognature e quasi nessuno è consapevole di ciò che si provoca all’ambiente: danni seri al sistema di depurazione e alle reti fognarie in quanto l’olio, penetrando nel suolo, contamina la falda e le acque superficiali, creando una pellicola che ostacola l’ossigenazione dell’acqua.

Quintali di olio esausto da noi prodotto, contribuiscono pertanto a deteriorare il nostro ecosistema, quando invece potrebbero essere riutilizzati per molti scopi utili.

L’olio usato, può essere riutilizzato per produrre efficacemente prodotti per l’igiene della casa e quella personale, come le saponette. Una saponetta prodotta con l’olio esausto è altamente biodegradabile, naturale, e soprattutto ecologica!

I saponi ora in commercio, soprattutto quelli liquidi, sono una miscela di tensioattivi, aromi, coloranti, glicerina, paraffina, gelificanti, schiumogeni. E un sapone è riconosciuto efficace quanta più schiuma produce, migliore e’ il prodotto. Ma in realtà non è così e tutti questi ingredienti sono notevolmente aggressivi sulla pelle, causando spesso, sulle pelli più sensibili, dermatiti e irritazioni.

Una saponetta prodotta con l’olio esausto, ha il vantaggio di essere naturale e biodegradabile e soprattutto, rispettosa dell’ambiente.

Molte persone oggi si domandano cosa fare con l’olio usato. Alcune producono le saponette in casa, altre ancora si sono organizzate in gruppi di lavoro, per sensibilizzare la comunità sul problema di come smaltire gli oli domestici, evitando di gettarli nell’immondizia.

In base alle caratteristiche qualitative dell’olio usato, il prodotto raccolto può essere sottoposto al trattamento di rigenerazione, combustione e termodistruzione. La rigenerazione consiste nell’ottenere nuove basi lubrificanti con le stesse caratteristiche delle basi ricavate dalla raffinazione del petrolio.

Alcune sezioni di tutela dell’ ambiente, hanno fortunatamente attivato un nuovo servizio di raccolta per lo smaltimento e il recupero degli oli alimentari esausti: olio di oliva, girasole, arachidi, semi vari.

La raccolta differenziata su alcuni territori comunali, si arricchisce così di un importante tassello, rendendo possibile anche di  recuperare gli oli vegetali destinandoli ad un più proficuo utilizzo tramite la loro rigenerazione e trasformazione.

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.