La paura dei cento lombardi

La paura dei cento lombardi

I poteri forti non sono più i sindaci (che hanno tutta la mia stima) ma gli albergatori che per il vil danaro accettano cittadini lombardi e veneti. I porti chiusi a persone provenienti da luoghi “infetti” serviva per darci il tempo per correre ai ripari.

Meglio chiusi per un mese che per tutta la stagione. Leggendo i vari commenti su questa vicenda, ho potuto constatare che la maggior parte ha espresso pareri molto discordanti.

Se i prefetti delle regioni del nord invitano i propri cittadini a non uscire di casa, perché possono venire in vacanza ad Ischia?

Secondo il mio modesto parere il prefetto ha peccato di leggerezza – ripettando la legge -, Ischia come tutte le realtà di isole, hanno una attrazione turistica. Ciò sta a significare che, l’unico reddito arriva proprio dal turismo. Si chiude solo a un numero limitato di persone per permettere ad altri di venire a beneficiare delle nostre bellezze e a correre ai ripari per una eventuale emergenza.

Ora siamo tutti a rischio grazie anche al depotenziamento dell’ospedale lacchese, il quale, non è all’altezza di fronteggiare un qualsiasi problema pandemico.

Ora aspettiamo fiduciosi di una eventuale cura, nel frattempo dobbiamo sperare che nessuno si contagi.

Questi 100 turisti ora circolano tranquilli per l’isola, soggiornano presso strutture a 20 euro al giorno.

Gesù venne tradito per 30 denari, qui lo hanno fatto per molto molto meno.

Però non facciamo di un erba un fascio, questi turisti saranno stati controllati a monte e, se ci fosse stato uno solo di loro infetto, non avrebbero fatto proseguire il viaggio.

Questa mattina sul treno Frecciarossa partito da Milano per Napoli, il capotreno ha diramato un messaggio nel quale invitava i passeggeri diretti a Napoli, sarebero stati controllati da unità sanitarie speciali.

La macchina organizzativa sta incominciando a funzionare. Non partite dal presupposto che tutti sono contagiati, altrimenti ci facciamo del male da soli.

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Redazione

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