Omofobia interiorizzata: la paura degli omosessuali di non essere accettati

Omofobia interiorizzata: la paura degli omosessuali di non essere accettati

L’omofobia interiorizzata può avere diverse origini e, purtroppo, numerose conseguenze negative. È una forma di omofobia molto più subdola e pericolosa in quanto colpisce gli omosessuali nella loro identità.

Quando si parla di omofobia si fa automaticamente riferimento a quella sociale, ma a differenza dell’omofobia sociale, l’omofobia interiorizzata caratterizza le persone omosessuali.

La persona omosessuale,in particolare negli anni dello sviluppo, può assorbire l’insieme di idee negative, pregiudizi che aleggiano in società attraverso i mass media, il confronto sociale e l’interiorizzazione passiva di queste idee non vengono riconosciute effettivamente dalla persona omosessuale, ma, col tempo,vengono assunte come verità.

A questo punto si crea un accumulo interiore molto pesante che porta l’omosessuale ad accettare un’ immagine di sé negativa, distorta, con una conseguente diminuzione dell’autostima che lo può portare ad assumere un atteggiamento passivo nei confronti degli altri.

Tale atteggiamento è rinforzato da un forte senso di colpa che l’individuo può vivere a causa del suo orientamento sessuale. A causa dell’omofobia interiorizzata, la persona omosessuale può diffidare dai propri sentimenti e desideri in quanto li considera perversi, forse pericolosi e nocivi per la società.

La negazione dei propri sentimenti può portare alla difficoltà di relazionarsi con altre persone omosessuali o a esprimere la propria affettività all’interno del rapporto di coppia.

L’omosessuale che ha fatto propri i sentimenti negativi può reagire in maniera differente e variegata. Tutto questo impedisce di tracciare un quadro definito e lineare delle possibili e numerose conseguenze dell’omofobia interiorizzata.

L’omofobia interiorizzata può rappresentare una delle maggiori minacce alla salute mentale e fisica degli individui omosessuali soprattutto perché gli individui non sono consapevoli della loro aderenza ai pregiudizi e alle convinzioni negative sull’omosessualità.

Se l’individuo omosessuale riconosce di vivere forti sentimenti omofobi è meglio che chieda aiuto ad un professionista adeguatamente formato e, insieme, affrontare anche le conseguenze dell’omofobia interiorizzata.

Ad oggi servirebbe un’educazione sentimentale e sessuale che insegni fin da piccoli a non aver paura di se stessi, delle proprie emozioni e delle differenze con gli altri.

L’aiuto di uno psicologo può sicuramente essere determinante nell’accettazione del proprio orientamento sessuale.

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.