Cos’è la Via della Seta e perché gli USA la temono
L’Italia aveva firmato il memorandum con la Cina nel marzo 2019
“Via della Seta” è un nome che ci riporta alla storia ma oggi è più attuale che mai con intrecci economici e politici tra Cina, Italia ed Europa. Una serie di opere di infrastrutture al centro del progetto, che ovviamente dividono tra favorevoli e contrari in Italia, ma non solo.
La “Via della Seta” ricorda i percorsi appunto del famoso tessuto prodotto in Oriente e che arriva via mare, soprattutto, in Europa diversi secoli fa. Una tratta che nel 2013 il presidente cinese Xi Jinping, ha voluto trasformare in un vero e proprio progetto industriale, commerciale e di infrastrutture per poter ampliare la forza economica del suo paese in Europa.
Il progetto, chiamato anche “Belt and Road”, prevede la realizzazione di tratte ferroviarie ad alte velocità, autostrade e creazione o ampliamento di porti dalla Cina all’Europa, attraverso tutta l’Asia. La Cina è il principale paese coinvolto in questo progetto, ma non l’unico. Anche Russia ed India, oltre ad altri paesi, hanno dato il loro consenso e messo a disposizione ingenti somme di denaro. Per questo è stata creata la Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture con una cassaforte da 100 miliardi di dollari il 30% dei quali arrivati proprio da Pechino.
La rotta terrestre attraversa l’Asia per arrivare al nord Europa senza sfiorare l’Italia che però è coinvolta invece nella tratta marittima: percorrendo l’Oceano indiano è nel nostro paese l’ultimo porto di approdo prima della movimentazione delle merci via terra. Il Governo Gentiloni, nel 2017, mise a disposizione tre diverse soluzioni: Genova, Venezia e soprattutto Trieste, il preferito dalla Cina.
Con l’arrivo del presidente cinese Xi Jinping in visita ufficiale a Roma nel marzo 2019, l’Italia ha firmato il memorandum sulla Nuova Via della Seta nonostante le perplessità della Lega in Italia e il disaccordo degli Stati Uniti.
A firmare è stato Giuseppe Conte, supportato anche dal Movimento 5 Stelle e dal Quirinale, con il premier che ha sottolineato di avere comunque intenzione di “informare i partner europei e atlantici” sui dettagli dell’accordo con Pechino. Tra timori legati alla rete 5G e quelli di una possibile perdita di sovranità, sono 29 gli accordi istituzionali e commerciali che sono stati firmati tra Italia e Cina.
Perché gli USA temono “La via della Seta”
Per gli USA, scrive Alberto Prina Cerai in un articolo datato 2019, su Pandora Rivista, «la principale minaccia – come ribadisce la National Security Strategy del 2017 – proviene da una rinnovata competizione interstatale, in cui la Cina rappresenta il per competitor per eccellenza». Secondo un rapporto del Dipartimento della Difesa degli USA, «l’espansione cinese mirerebbe a “escludere gli Stati Uniti dalla regione Indo-Pacifica” tramite il monumentale progetto infrastrutturale della Belt and Road Iniziative, volte ad implementare l’obiettivo strategico del Partito Comunista: fare della Cina “la potenza preminente” del continente eurasiatico».
Ma, in particolare, gli Stati Uniti temono le ripercussioni dell’intesa rispetto all’ambito delle telecomunicazioni, consentendo l’ascesa Huawei, il colosso cinese molto avanti per tutto quanto riguarda il 5G, con tanto di progetti pilota già avviati in Italia. Inoltre, l’Italia ha basi Nato e Usa a Napoli, Aviano, Sigonella, e se la Cina dovesse avere il controllo sulla rete in Italia le comunicazioni riservate ai Paesi Nato potrebbero essere compromesse.

